Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Pordenone. Il Comune si attivi per aprire un casinò

In: Casinò, Cronache

5 ottobre 2012 - 11:08


tavolo_casinò
Cittadella. Contro l’evasione fiscale, parte la proposta ‘Gratta lo sconto’

 

(Jamma) Pensare di aprire un casinò municipale per reperire mezzi economici atti a garantire ai propri cittadini la migliore qualità della vita possibile. L’idea è di Franco Giannelli consigliere del gruppo misto  di Pordenone che, con una mozione presentata la scorsa settimana, ha impegnato il sindaco e la giunta ad attivarsi presso lo Stato e la Regione per verificare la possibilità di aprire un casinò e di affidargli come sede “il centralissimo e prestigioso (ancorché sottoutilizzato) Palazzo Badini”.

Per il consigliere comunale quell’edificio costato alle casse del Comune 9 milioni di euro potrebbe essere luogo ideale per la nascita del Casinò Municipale di Pordenone.

Giannelli parte dal contesto economico che vede il Comune di Pordenone, come tutti i comuni italiani, «nella necessità di reperire i mezzi economici per garantire ai propri cittadini la migliore qualità della vita possibile» e sottolinea che «che questa situazione impone un orientamento politico radicalmente diverso impostato sull’autosufficienza economica e minor tassazione». Visto che «i Casinò costituiscono una sostanziosa fonte d’entrata economica per i Comuni che li ospitano;che l’Italia, contrariamente a molti altri stati (solo la Slovenia ne ha 10), ha solo 4 casinò e che, con quello di Venezia (1638), può vantare il primato del più antico del mondo; che già nel 2002, la Regione Friuli Venezia-Giulia ha fatto un tentativo autonomo per creare nuove case da gioco ma è stata bloccata dalla Consulta; che la scelta di non autorizzare lo sfruttamento legale del gioco d’azzardo in appositi luoghi selezionati è determinata dalla sola volontà da parte dello Stato di fermare i flussi di giocatori diretti oltre frontiera» Giannelli spinge l’amministrazione a non perdere quella che il consigliere considera un’opportunità. Infatti, secondo Giannelli, «la presenza di un casinò, completato da altre attività commerciali e dell’intrattenimento anche non obbligatoriamente ad esso collegate, pur avendo implicazioni sociali, politiche ed economiche da discutere, avrebbe sicuramente una forte attrattiva turistica oltre che una grande capacità di reperire risorse economiche». Senza contare che «la normalizzazione di questo sistema contribuirebbe a limitare le conseguenti patologie (ludopatia, disturbi ossessivo-compulsivi, dipendenza, tempo e somme spese) ravvisate in alcuni giocatori». Ed è proprio questo punto che rischia di non trovare sponde nell’amministrazione che sta lavorando, con l’assessore alle politiche sociali Romor, a un regolamento per allontanare luoghi di gioco dalla città. Senza contare che le nuove sale di videolottery in programma in città hanno scatenato le proteste dei cittadini.

 



Realizzazione sito

www.jamma.it utilizza i cookies per offrirti una navigazione migliore. Usando il nostro servizio accetti che si usino cookie per le finalità espresse nella nostra cookie policy. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi