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Operatori di slot e sale giochi alla gogna ma chi evade le tasse non sono loro

In: Cronache

3 giugno 2014 - 13:19


Agenzia_Entrate_Mod_Unico

 

(Jamma) Questo inizio settimana lo voglio dedicare ad una riflessione. Un invito che rivolgo a tutti gli operatori del settore e che giro ( con poche speranza che venga ascoltato) a chi dedica molte delle sue energie e ‘sparlare’ delle imprese che operano legalmente nel settore degli apparecchi da gioco.

Nei giorni scorsi il Ministero delle Finanze ha pubblicato le statistiche relative agli Studi di Settore, alle dichiarazioni delle persone fisiche in base al reddito prevalente, alle dichiarazioni IVA e ad altri dati trasmessi dai contribuenti nel 2013, relativi al periodo d’imposta 2012.

Dati importanti che smentiscono tutti gli ‘studi’ e le affermazioni in merito al fatto che il settore delle slot sia caratterizzato da illegalità e soprattutto da un benché minimo controllo fiscale.

 

I dati elaborati dal Mef evidenziano che “il reddito medio più elevato, analogamente allo scorso anno, si è registrato nel settore delle attività professionali (43.400 euro) seguito dal settore delle attività manifatturiere (27.200 euro) e dal settore dei servizi (24.100 euro), mentre il reddito medio più basso si è rilevato nel commercio (17.200 euro)”. Dai dati emergono alcune spigolature caratteristiche: sarti, calzolai, corniciai, ma anche estetiste, cartolai e profumieri, ad esempio, sono alcune delle categorie che hanno dichiarato nel 2012 meno di 10.000 euro. Sotto la soglia dell’incapienza (8.000 euro) figurano anche commercianti di scarpe e abbigliamento e giocattolai. Ancora, taxi, bar, pasticcerie e gioiellerie, così come oreficerie, parrucchieri, agenzie immobiliari e alberghi denunciano redditi mini: le dichiarazioni non arrivano a 20.000 euro l’anno. Di tutt’altro livello invece, e con sommo dispiacere per chi ‘va predicando’ l’elevata evasione nel settore delle slot ( per altro non ancora dimostrato) sono le dichiarazioni delle imprese che operano nella gestione degli apparecchi da intrattenimento.

 

Oltre 4.300 imprese hanno dichiarato redditi medi d’impresa per circa 51,500 euro, ovvero ben al di sopra della media dei settori nelle attività professionali e oltre il doppio di quelle del settore servizi ( di cui le imprese fanno parte). Altro dato interessante è quello che evidenzia come in oltre l’80% dei casi le persone fisiche abbiano dichiarato ricavi per oltre 30.000 euro .

 

Le considerazioni che potrei elencare sulla base di semplici confronti dei dati tra le più diverse attività economiche e la gestione di slot e sale giochi sono le più diverse, in alcuni casi azzardate e in altri no. Risulta infatti curioso notare che il gestore di una sala giochi dichiara mediamente l’equivalente di un studio medico in cui si offrono prestazioni chirurgiche o di uno studio dentistico e circa il triplo di uno psicologo. Il gestore di una sala giochi ‘vale’ per il fisco almeno cinque volte di più di un meccanico e il 60% in più di una pasticceria. L dichiarazione media di un gestore di apparecchi da gioco equivale, in buona sostanza, a quella di attività professionali ‘rispettabili’ come studio legali (49.000 euro) , consulenti del lavoro (58.000 euro) e lameno il doppio di uno studio di architettura. Come dire che almeno su questo il settore negli anni ha ottenuto il riconoscimento che desiderava. Se vi sembra poco! mc

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