Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Norme antiriciclaggio al restyling, il reato di omessa registrazione solo con il dolo

In: Cronache

12 settembre 2014 - 10:42


ZANETTI01

 

(Jamma) Al via il riordino delle sanzioni antiriciclaggio. In questi giorni il primo incontro al ministero dell’economia per la modifica alle norme in materia di antiriciclaggio.Norme che riguardano anche gli operatori di gioco, a cui spetta l’obbligo di segnalare anche le operazioni sospette. Allo studio per evitare le sanzioni penali cisarebbe la possibilità di dotarsi di un codice di autoregolamentazione la cui applicazioni funzioni come una sorta di salvacondotto.
Al tavolo tecnico voluto dal sottosegretario al ministero delle economia Enrico Zanetti per fare il punto sulle possibile modifiche alla disciplina sanzionatoria per professionisti e intermediari finanziari hanno partecipato rappresentanti della Guardia di finanza, dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) del ministero dell’economia e del ministero della giustizia.
L’incontro è servito per mettere a fuoco i possibili interventi normativi che portino a una sostanziale modifica dell’apparato sanzionatorio contenuto nel decreto legislativo 231/2007.
Il primo veicolo normativo utile individuato è quello della comunitaria, quando sarà possibile recepire anche la IV direttiva antiriciclaggio.
Secondo le prime indiscrezioni si interverrà sugli articoli 55 e seguenti della legge 231/2007 puntando a una depenalizzazione per il reato di omessa registrazione rimodulando la fattispecie e riformulando le sanzioni amministrative con una maggiore proporzionalità degli importi.
In particolare si interverrà nella direzione di alleggerire la fattispecie dell’omessa registrazione lasciando l’antigiuridicità nel caso di falso o di comportamenti fraudolenti.
Anche su questo punto però c’è il problema di trovare un veicolo normativo in quanto non esiste una disciplina normativa secondaria che possa modulare meglio l’apparato sanzionatorio.
L’ipotesi allo studio potrebbe essere quella di estendere alle categorie professionali la strada delle linee guida.
La direzione dunque dovrebbe essere quella di invitare tutti i professionisti a dotarsi di un proprio codice di regolamentazione approvato dal Comitato di sicurezza finanziaria che funzioni come una sorta di modello organizzativo di controllo ai fini antiriciclaggio.

 

Commenta su Facebook


Realizzazione sito