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Newslot: Bernardi sottolinea “Quello che non è stato detto!”

In: Cronache

22 novembre 2013 - 13:10


bernardi

(Jamma) – Eugenio Bernardi, esperto di gioco e noto produttore di apparecchi automatici interviene sulla questione della limitazione dell’offerta di gioco osservando che “oltre a limitare le AWP o Newslot (sul punto si potrebbe anche essere d’accordo) occorre dire che in proporzione, non successivamente ma immediatamente, vanno limitate pure le Videolotterie. Anche se è vero che i concessionari hanno pagato 850 milioni di diritti, i diritti acquisiti dai gestori tramite gli investimenti per l’acquisto e il mantenimento del parco macchine AWP chi ne tiene conto?”.


“Ricordo – continua Bernardi – che nel 2009 (Decreto Abruzzo) i decreti attuativi di AAMS hanno stabilito che a fronte di 405 mila nulla osta nella rete dei 10 concessionari di AWP (di proprietà di oltre 4 mila gestori o terzi incaricati) sono stati assegnati il 14% di diritti per le VLT, poi c’è stato un ripensamento e hanno portato tale parametro fra il 7% e il 14%, dopo che avevano assegnato 57 mila diritti per altrettante Videolottery! Ora si parla di aggiungere altre 7/8 mila VLT ma dove sta il contenimento e soprattutto dove le metteranno, vista la già la saturazione del mercato (installate solo 50 mila in 3 anni – delle 57 mila previste)?.

 

 

È altrettanto vero che la spesa di chi gioca alle AWP è molto inferiore in un rapporto di 1 a 15 rispetto a chi gioca con le VLT. Per dirla senza mezzi termini le VLT impoveriscono moltissimo il giocatore per almeno sette motivi:
1. costo giocata variabile ma elevato fino a 10 euro per partita;
2. funzionano prevalentemente o esclusivamente a banconote con tagli anche fino a 500 euro;
3. praticamente quasi nessun limite all’introduzione di banconote (quando c’è è di 200 euro);
4. speranza di vincita elevata con diversi jackpot di sala e nazionali (ove presenti);
5. difficoltà di percezione da parte del giocatore dell’effettiva presenza del jackpot nelle diverse sale con diverse piattaforme;
6. non effettiva percezione da parte del giocatore di quanto realmente vinto (banca punti vinti con crediti acquistati possono essere in promisquità);
7. scarico della vincita tramite ticket volontario e non riconoscibilità se è frutto di vittoria aquisita o ripensamento del giocatore (probabile possibilità di riciclare denaro come diversi servizi televisivi hanno mostrato), non completa funzionalità dei programmi di calcolo del Preu e della sua rendicontazione mensile”.

 

 

“Non sono d’accordo – precisa inoltre Bernardi – sulla ghettizzazione degli spazi all’interno dei locali (bar o tabaccherie) per gli apparecchi AWP perchè condivido ciò che ha affermato un noto psicoterapeuta le scorse settimane in una delle tante trasmissioni sul gioco (naturalmente d’azzardo e patologico): il gioco praticato in ambieti aperti e al contatto col pubblico è molto più disincentivante verso gli avventori e serve a far si che chi gioca si senta controllato; sono tremendamente più pericolosi gli ambienti esclusivi, con luce soffusa, ammiccanti, ambienti che vogliano scimmiottare i veri Casinò, perchè fanno perdere il contatto con la realtà. Lo psicoterapeuta, inoltre, ha definito assai pericoloso il gioco on line perché il giocatore opera in ambiente familiare ma in completo isolamento”.
“Va bene il confronto aperto – avverte Bernardi – ma occorrerà sentire tutti gli attori coinvolti nella filiera e non solo una sigla se pur altisonante che però non rappresenta l’intero comparto, occorre pluralismo sulle argomentazioni esposte. Se veramente si vuole intervenire sul gioco a vincita (visti i tempi di crisi che qualcuno afferma ormai passata), in tutti i giochi, basterebbe limitare il costo, ovvero faccio alcuni esempi:
per le AWP tornare al costo partita a 0,50 centesimi (ora ad 1 euro – frazionabile) questi giochi hanno già un limite all’introduzione di 2 euro;
per le VLT massima giocata 5 euro (ora è fino a un massimo di 10 euro) e massima introduzione di banconote fino a 50 euro (ora è quasi illimitata);
sempre per le VLT riconoscibilità del ticket vinto da quello scaricato per ripensamento del giocatore (onde evitare eventuale riciclaggio);
per i Gratta e vinci massimo costo dei grattini 5 euro (ora arrivano fino a 20 euro), licenza art.86 del TULPS come previsto in origine nel bando per evitare la proliferazione in ambienti o luoghi non consoni (poi c’è la distribuzione negli uffici postali);
riduzione dei costi delle scommesse, dei concorsi e delle lotterie istantanee on line e non con relativo abbassamento dei costi o prenotazioni giocate della redistribuzione delle vincite massime”.

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