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M.SLOT s.r.l.. Precisazioni sulla Relazione semestrale della DIA

In: Cronache

29 gennaio 2016 - 12:10


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(Jamma) – Con riferimento al contenuto della pubblicazione dell’articolo (DIA, presentata relazione su primo semestre 2015: gioco d’azzardo tra i business più fiorenti per le organizzazioni malavitose), contenente la Relazione della DIA relativa al primo semestre 2015, la società M.SLOT s.r.l., scrive alla redazione Jamma e in persona del deducente Cav. dott. Salvatore VINCENTI, anche nell’interesse dei dipendenti, intende rilevare e lamentare quanto segue.
“L’operazione Clean Game, cui si fa riferimento nel citato articolo, è riferibile, anche, all’azienda che rappresento, sebbene non espressamente citata, ed è per tale ragione che sento l’impellente necessità di evidenziare l’inesattezza delle notizie riportate, poiché superate dai provvedimenti giudiziari successivi.
Ed, infatti, solo dopo pochi giorni, il Tribunale del Riesame di Lecce si è trovato ad esaminare, il provvedimento cautelare dell’operazione Clean Game, e i fatti a fondamento dello stesso, escludendo, con ordinanza del 19.3.2015, la configurabilità del delitto di cui all’art. 416 bis c.p., e dell’aggravante di cui all’art. 7 D.L. 152/91, ritenendo la non sussistente, neanche a livello indiziario, procedendo, poi, con successiva ordinanza del 28.3.2015, ad annullare il provvedimento di sequestro, tra cui anche quello delle quote della M.SLOT S.r.l..
La decisione del Tribunale del Riesame di Lecce è stata, poi, confermata, già nello scorso mese di Luglio, dalla suprema Corte di Cassazione, che è stata investita della questione.
È, pertanto, evidente che di tutto quanto addebitato nell’articolo, scommesse abusive, alterazione di software, alterazioni dei collegamenti alla rete telematica dei concessionari…. non può essere considerata emblematica, così come riportato, la ridetta operazione.
E allora, tenuto conto
Che, già in fase cautelare, è stato escluso il carattere mafioso della presunta associazione;
Che anche la Suprema Corte ha confermato tale decisione;
Che tali provvedimenti sono stati riportati in numerosi quotidiani;
Che, in fase di indagini, nessuno può essere considerato responsabile, come erroneamente riportato nell’articolo, ma so lo indagato;
Che la pubblicazione del su riportato articolo, contenente circostanze inesatte, irreali, e comunque superate dai provvedimenti giudiziari emessi da oltre sei mesi, sta provocando un innegabile danno, alla Società;
ritengo che sia necessario rettificare l’articolo su riportato…”.

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