(Jamma) Sconti sulla tassa rifiuti per i bar «no slot» della città, ma anche un aperto e pieno sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare per regolamentare il gioco d’azzardo, di cui l’amministrazione comunale lissonese è tra i promotori, dando già dalle prossime settimane la possibilità ai residenti di firmare in municipio per appoggiare il progetto legislativo.
È la doppia mossa con cui Lissone, comune della provincia di Monza e Brianza, si è schierata in prima fila per chiedere più poteri contro la diffusione del fenomeno, così da poter tutelare adulti e bambini prevenendo le ludopatie.
Nei giorni scorsi la giunta ha deliberato un aiuto concreto ai proprietari e titolari di bar e negozi che hanno aderito nei mesi passati alla campagna «No slot», per opporsi alla diffusione di slot machine e videolotterie, e a quelli che lo faranno entro giovedì 31: un taglio del 20% sull’ammontare complessivo della Tares (la tassa comunale su rifiuti e servizi) per il 2013. Un modo per incentivare la partecipazione alla campagna e insieme attenuare il potenziale minor guadagno che deriva ai locali dall’aver rinunciato ad installare apparecchiature per il gioco d’azzardo.
Lo sconto verrà applicato – già nella rata di novembre – agli esercizi commerciali che, pur essendo in possesso dei requisiti di legge per avere slot e videolotterie, hanno scelto di farne a meno; sono in regola con il pagamento della tassa rifiuti e lo sono stati in passato; si impegnano a non posizionare slot per un periodo non inferiore ai 5 anni.
Intanto il sindaco Concetta Monguzzi ha sottoscritto, insieme ad altri 300 primi cittadini di tutta Italia, in sede di presentazione a Palazzo Marino, a Milano, il testo ideato per la legge di regolamentazione del gioco d’azzardo, elaborata da 315 amministratori pubblici – compresi quelli lissonesi – coordinati dalla «Scuola delle Buone Pratiche», su input di «Terre di Mezzo» e «Legautonomie ».
Attraverso i 22 articoli del testo, l’obiettivo è un riordino delle norme relative ai giochi d’azzardo e a tutti quelli con vincite in denaro, creando un codice unico che individui misure per la prevenzione del gioco patologico, nonché i fondi per finanziare la cura di chi ne è affetto; dia ai sindaci il potere di autorizzare o vietare la presenza di queste attività; preveda sistemi di contrasto del gioco illegale, dell’evasione fiscale e delle infiltrazioni mafiose nel settore e delle attività di riciclaggio per questa via del denaro sporco, assicurando la tracciabilità dei flussi finanziari; stabilisca una moratoria sull’introduzione di nuovi giochi e apparecchiature per l’azzardo.


