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Il Tribunale di Torino annulla la sanzione ad un esercente per aver messo a disposizione della propria clientela dei pc

In: Cronache

29 maggio 2014 - 08:43


martellotribunale

(Jamma) – Proseguono i successi del dipartimento legale di BETPASSION che, in data 16.05.2014, hanno ottenuto dal Tribunale Civile di Torino l’annullamento dell’ordinanza-ingiunzione irrogata dall’Aams, Direzione Territoriale del Piemonte e della Valle d’Aosta, che aveva punito un esercente al pagamento di una sanzione di 40.000,00 euro, oltre che alla confisca e distruzione di 8 personal computer messi a disposizione della propria clientela.

L’esercente ha rappresentato al Giudice l’erronea interpretazione della normativa applicata dall’Aams.

Il Tribunale di Torino ha accolto integralmente la tesi dei difensori, condividendo che la Legge 189/2012 (c.d. “Legge Balduzzi”), in particolare l’art. 7, comma 3 quater, “riveste natura c.d. imperfetta, non recando alcuna sanzione per la violazione della predetta prescrizione. Né la sanzione per violazione di tale norma può essere ravvisata nel citato art. 110, comma 9, lettera f. ter, del T.U.L.P.S., non contenendo quest’ultimo alcun richiamo all’art. 7, comma 3 quater. D.L. n. 158/2012 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 189/2012”.

Ha osservato inoltre il Tribunale di Torino che secondo la Cassazione, sia pure in una fattispecie penale, è già stato chiarito che “relativamente alla messa a disposizione di personal computer, tablet p.c., iPad, ecc., occorre peraltro evidenziare che la violazione si concretizza solo nei casi in cui tali strumenti vengano messi a disposizione dei clienti con la finalità di consentire la connessione ai siti di gioco, mentre non sussiste alcuna violazione per la messa a disposizione per finalità diverse da quella individuata dalla norma (ad esempio, per consentire la libera navigazione sul web)”.

Ha inoltre precisato il Giudice di Torino che “Peraltro, dalla documentazione prodotta dalla parte resistente opposta non emerge altresì la prova che i personal computer in questione fossero dedicati in via esclusiva al gioco e rivolti ai giocatori in modo non equivoco, non risultando dotati di periferiche per l’inserimento di banconote o monete né di struttura esterna che identificasse gli apparecchi come strumenti atti soltanto al gioco. Inoltre, dalla documentazione prodotta dalla parte resistente opposta non emerge la prova che a tali personal computer fossero stati inseriti blocchi della navigazione o impostazioni vincolate su un solo sito internet di gioco. Anzi, dalle stesse fotografie prodotte dalla parte resistente opposta sub doc. 1) sembra evincersi la possibilità della libera navigazione in internet degli avventori (cfr. le icone visibili nella parte sottostante dello schermo), in quanto tale certamente non controllabile dal gestore dell’esercizio pubblico”.

I legali di BETPASSION, indicati in sentenza negli Avvocati Andrea Vianello e Marco Colapinto, entrambi del Foro di Padova, sentiti dalla redazione, si dicono estremamente soddisfatti dall’ottimo lavoro svolto da questo Giudice che, attraverso uno scrupoloso ed attento esame delle norme e della giurisprudenza sia nazionale che europea, in una materia così complessa ha di fatto mutato l’indirizzo dello stesso Tribunale di Torino che, in due precedenti occasioni, aveva invece rigettato le difese di altri due esercenti legati a diversi bookmaker, condannando al pagamento delle sanzioni Aams e disponendo la confisca e distruzione dei computer sequestrati.

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