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Gioco e minori. La Carnia lavora per un regolamento che tuteli i più giovani

In: Cronache

17 luglio 2012 - 09:03


Slotminori

(Jamma) Dopo le polemiche suscitate dall’iniziativa di una sala giochi di fare un grande party per bambini con tanto di clown e mago, tra le slot, l’amministrazione comunale di Tolmezzo ha deciso di attivarsi per mettere a punto un regolamento contro il gioco d’azzardo.

Una semplice festicciola per bimbi, ma in una location un po’ particolare: tanto  è bastato a far scoppiare, in Carnia, un’indignazione popolare. Tutto è autorizzato, anche dal Comune di Tolmezzo. Ma proprio una autorevole esponente della maggioranza, Cristiana Gallizia, del Pdl, già assessore e presidente dell’assemblea dei sindaci di ambito socio-sanitario, si è indignata e ha provocato provoca la mobilitazione. Renato Garibaldi, raccoglie e, come coordinatore di “Carnia in Movimento”, rilancia.  Fa un esposto-denuncia al commissariato di polizia. Che sospende l’iniziativa.

Gallizia e Garibaldi, sostenuti dall’Arcidiaconato della Carnia prendono carta e penna e scrivono alla città. «Crediamo che nell’interesse dei cittadini, e soprattutto a tutela dei ragazzi e dei bambini, qualsiasi forma di promozione dell’azzardo o accesso ai minori sia una vera e propria violenza che deve essere immediatamente vietata in tutto il territorio nazionale. Com’è possibile che da una parte l’azzardo entri a pieno titolo nel novero delle dipendenze e dall’altra venga promosso verso i più piccoli? Ci appelliamo ai mezzi di informazione, agli organi di vigilanza e agli amministratori affinché i ragazzi siano disincentivati con ogni mezzo verso tutte le diverse forme di dipendenza».

La storia, ovviamente, non finisce con oggi. Il 31 luglio sarà portato in consiglio comunale un regolamento, con un appoggio trasversale, di maggioranza e opposizione. «Nasce da mesi di lavoro di un gruppo ristretto, composto da amministratori, medici, forze dell’ordine, consulta dei giovani, parrocchia, e attinge anche dall’esperienza di Vicenza, Pavia, Bolzano – spiega Gallizia – e si propone di salvaguardare i minorenni dall’accesso al gioco, di imporre ai gestori dei locali dei corsi di informazione/formazione organizzati da soggetti pubblici e del privato sociale che si occupano delle dipendenze patologiche dal gioco, di impedire che sale gioco vengano installate nelle vicinanze di luoghi sensibili». Il regolamento impedisce anche la pubblicità, prevede una limitazione oraria di accesso alle sale e regole più restrittive per l’apertura di nuove sale.

 

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