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Gioco d’azzardo legale, l’avvocato Asteriti: “Successo che cela un errore di prospettiva…”

In: Cronache, Primopiano2

19 agosto 2016 - 12:19


asteriti

(Jamma) – “La continua crescita del gioco d’azzardo è forse da addebitare anche ad un colpevole errore di prospettiva verso il fenomeno, visto come un qualsiasi settore della nostra economia nazionale, e con le azioni conseguenti che risentono di questa prospettiva.

 

Guardando le cose in faccia senza ipocrisia si vedrebbe che il gioco d’azzardo è molto di più e molto altro che un fenomeno economico, che genera occupazione e ricchezza (per chi?). Misurare l’azzardo di Stato esclusivamente con un metro economico sarebbe come considerare la guerra una impresa economica e misurare il suo successo in base al numero di soldati che la combatte, senza alcuna attenzione al costo in termini di vite umane e di distruzioni che comporta.

 

Nei confronti dell’azzardo, da parte della nostra classe politica solo proclami, fino a rivendicare il merito di azioni e provvedimenti che dovrebbero contrastare il fenomeno, ma in realtà non hanno su di esso alcun effetto e non sono in grado di scalfirlo minimamente, come dimostrano le vicende dell’osservatorio antiazzardo e più recentemente dall’approvazione del decreto attuativo del divieto di pubblicità.

 

Esiste una clamorosa antinomia, sia nel mondo dell’azzardo che nel mondo dell’antiazzardo, nei quali è presente un elevato livello di conflitto di interessi, come dimostra il recente caso del FederSerd nell’osservatorio antiazzardo e, a ben guardare, neppure l’unico.

 

Si dimentica troppo facilmente che il gioco d’azzardo legale è un servizio pubblico, che lo Stato ha avocato totalmente a sé, in base ad una espressa previsione della carta costituzionale, che consente tuttavia questa scelta “…a fini di utilità generale …” e in relazione a imprese “che si riferiscano a servizi pubblici essenziali … che abbiano carattere di preminente interesse generale” (Art. 43 Cost.).

 

Ma l’utilità generale e il preminente interesse generale non si riferiscono necessariamente ed esclusivamente, come si vorrebbe far credere, a interessi e motivi economici, dovendo invece traguardare anche, forse soprattutto se non esclusivamente, interessi poziori e più sensibili, come la tutela della salute dei cittadini e della qualità della loro vita.

 

Certo la risposta a queste considerazioni è che se non ci pensasse lo Stato, l’azzardo sarebbe gestito dalla criminalità. Abbiamo detto tante volte, e lo ribadiamo in questa sede, che questa “teoria” si fonda su una tesi argomentativa debole: “se non lo faccio io lo fa qualcun altro”, di solito utilizzata quando ci sono rilevanti interessi economici nascosti sotto le nostre scelte, mentre occorrerebbe un metro di giudizio che prestasse una maggiore attenzione alla direzione delle azioni.

 

Se scopriamo che un nostro amico è risoluto ad uccidere la moglie, non commetteremo noi l’omicidio perché sappiamo farlo meglio, in base al principio che tanto “se non lo faccio io, lo fa qualcun altro”, invece di provare a impedire a tutti i costi quella azione delittuosa.

 

Più pragmaticamente, come dimostrato al di là di ogni dubbio da uno studio recente della commissione nazionale antimafia, l’azzardo legale rappresenta la condizione di esistenza dell’azzardo illegale, costituendo per esso un vero e proprio volano”.

 

Avv. Osvaldo Asteriti



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