Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Gioco d’azzardo. La Svizzera ‘proibizionista’ ammette il suo fallimento. Migliaia i negozi dove si gioca illegalmente

In: Cronache

27 aprile 2015 - 17:52


jordan

(Jamma)  La politica proibizionista adottata dal Governo svizzero non ferma l’offerta di gioco d’azzardo illegale. Anzi. A lanciare l’allarme sulla diffusione del gioco d’azzardo irregolare è Jean-Marie Jordan (nella foto) , Direttore della Commissione federale delle case da gioco. Dal 2004 Jordan lavora per garantire che il gioco d’azzardo venga esercitato solo all’interno dei casinò. Fino ad oggi la lotta contro i cattivi poteva sembrare più o meno equilibrata. Ma ora non lo è più. Gruppi ben organizzate provenienti dai Balcani e dalla Turchia hanno preso il controllo del mercato illegale dell’azzardo. Si stima ci siano circa 2.500 esercizi pubblici tra ristoranti, bar e kebab che si sono convertiti in bische illegali. “E’ diventato un grosso problema”, dice Jordan.
I gruppi di immigrati hanno messo in piedi un business redditizio per i giocatori che non si sentono a loro agio al casinò. “Abbiamo il settore legale dei casinò e delle lotterie da un lato. Dall’altro prolifera il mondo dell’illegalità” spiega Jordan mentre ricorda come operano i 40 ispettori del Gaming Board federale. “Non possiamo più andare ad effettuare i controlli in questi locali senza la protezione della polizia.” In generale i funzionari del controllo si muovono con un massiccio contingente di 15-20 poliziotti. “Questi sono tempi difficili per i miei investigatori”, dice Jordan.
Cinque o sei anni fa l’offerta di gioco d’azzardo illegale era limitato all’offerta di qualche slot installata in una sorta di casinò sotterranei. Le persone giocavano su macchine ‘tradizionali’, le poche che sfuggivano al divieto introdotto anni fa dal Governo federale svizzero. “Oggi giocano illegalmente sui computer collegati online in ristoranti e bar”, dice Jordan. I computer sono connessi a Internet, il gioco spesso viene fornito da server localizzati all’estero. “Il computer è solo uno strumento per l’accesso”, dice Jordan. E questo è un problema per gli investigatori: “Se entriamo e qualcuno stacca la spina non abbiamo alcuna prova che lì si stava giocando illegalmente. Abbiamo bisogno di filmare il sito di giochi. “E questo è costoso. Gli ispettori non ce la fanno. L’anno scorso ci sono stati circa 120 casi. Siamo davvero sorpresi per il diffondersi del fenomeno”. Secondo Jordan in Svizzera ci sarebbero molte bande criminali attive in questo settore. Si tratta di organizzazioni molto potenti con una struttura piramidale. “Il capo ha un paio di persone direttamente sotto di lui. Ognuno di questi ha poi ancora persone sotto il suo controllo. E così via. Solo chi opera al livello più basso ha contatti con il mercato e con gli esercenti”.
Questo sistema rende estremamente difficile agire contro gli organizzatori: “Se entriamo in un esercizio sequestriamo il computer. Pochi giorni dopo ne istallano un altro”.Il business è estremamente redditizio. Secondo gli esperti si stima un mercato da 150 milioni.
Jordan sollecita il Governo federale ad attribuirgli maggiori competenze che solo una “nuova legge sul gioco” può garantire.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito