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Gioco d’azzardo e slot machine, tutti contro le “macchinette” ma nel frattempo si istiga verso altri giochi

In: Cronache

15 gennaio 2016 - 10:29


articolo

(Jamma) – “Oggi è apparso un articolo – l’ennesimo – che nelle pagine di un quotidiano sardo dà notizia di una vincita al lotto. Stavolta realizzata a Macomer (Sardegna) con 60.000 euro a fronte di un investimento di 2,50 euro. 

 

L’articolo è di fatto una istigazione al gioco d’azzardo. Come se il lotto, superenalotto, gratta e vinci e scommesse non siano pericolosi per le tasche di lavoratori, pensionati e casalinghe che investono miliardi di euro all’anno inseguendo la dea bendata.

 

Ma nessuno si indigna per questo: fa più effetto dare tutta la colpa alle luccicanti e tentatrici slot machine. La differenza è che una giocata alla slot non può andare oltre un euro mentre al lotto posso serenamente giocarmi lo stipendio e la pensione in una botta sola e nessuna ha nulla da ridire. Anzi l’articolo parla di abituè del gioco con tono bonari e positivi, mentre chi mette l’euro nelle slot è un pervertito. Il giornalista fa il suo lavoro ma allora che lo si faccia obiettivamente anche per il nostro comparto. Oppure si denunci alla magistratura ogni articolo che inneggia alle vincite al gioco. Per tutti i giochi.

 

Lo scorso anno le Slot hanno incassato solo in Sardegna oltre un miliardo di Euro ma ne hanno ridato in vincite oltre 750. Il lotto sardo ha distribuito vincite pari a meno di un quarto di questa somma. Se leggiamo articoli positivi e incoraggianti sulle vincite al gioco del lotto allora per le slot che distribuiscono 750 milioni di euro di vincite in Sardegna si dovrebbe fare una prima pagina a caratteri cubitali. Se si lancia l’allarme ludopatia da slot allora per correttezza si deve promuovere un falò di gratta e vinci in ogni paese. Ma si deve dire anche una cosa: gioco d’azzardo non significa per forza gioco patologico; la stragrande maggioranza dei giocatori non ha nessun problema.

 

Le ricerche internazionali condotte per accertare il numero di giocatori patologici stimano dall’1% la popolazione vittima del gioco patologico (Fonte: ALEA – Conagga). Il problema va certamente contenuto ma non strumentalizzato per altri fini. I comuni no slot dovranno spiegare ai bar che dismettono le macchine come compensare la perdita di proventi ricavati da queste. E magari ripulire bar e tabacchi dai terminali di gioco, scommesse e gratta e vinci che sono identiche fonti di azzardo. In Sardegna il comparto slot riguarda oltre 100 aziende con una media di 4 addetti per impresa e con un indotto tecnico e manutentivo di altre 300 persone. Non si tratta di biscazzieri ma di imprenditori onesti che pagano tutte le tasse e sono oggetto di furti e rapine non coperti da nessuna assicurazione.

 

E’ sbagliato e scorretto continuare a infangare i piccoli gestori e noleggiatori delle slot (già distrutti dalla legge di Stabilità 2016) e ignorare che c’è un problema complessivo. La riduzione dei punti gioco e la lotta alla ludopatia, sono di fatto irrealizzabili. L’unico cosa che sarà eliminata sono le piccole aziende a vantaggio di pochi grandi soggetti.

 

Ma nessuno ci fa caso: il vero demone solo le slot machine. Lo dice il Governo, lo dicono i mass media, le associazioni no slot, lo dice l’opinione pubblica. Fumo negli occhi per nascondere la verita: il gioco fa comodo allo Stato e non si sogna neppure di intaccare i miliardi di euro di entrate annuali che ne derivano. Ma salva la faccia sacrificando una categoria fatta da 5.000 aziende, 180.000 addetti e oltre 110.000 esercizi pubblici che coinvolgono ulteriori 390.000 persone. Dal 2016 il Governo ha fatto in modo da azzerare i piccoli operatori delle slot senza intaccare i volumi di gioco ma spostando solo la dislocazione delle macchine verso i grossi concessionari e garantendosi comunque i flussi erariali”.

 

Fabio Gessa

A cura dell’Ufficio Stampa AGGE Sardegna

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