Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Giochi: la situazione di disagio del Regolatore è una delle ragioni della crisi di settore

In: Cronache

26 giugno 2015 - 08:45


mastai33

(Jamma) – A seguito della fusione per incorporazione dell’AAMS nella Agenzia delle Dogane, che il governo dell’epoca fece rientrare come operazione nel quadro della cosiddetta “spending review”, furono segnalate da più parti le criticità che sarebbero derivate da provvedimenti assunti in fretta e con superficialità.
Una delle conseguenze è il malcontento che serpeggia nel personale ex Monopoli di Stato il cui trattamento economico sembrerebbe inferiore rispetto a quello goduto dal personale delle Dogane. Si profila quindi il sorgere di un contenzioso dall’esito scontato che costerebbe alle casse erariali molto più di quanto si è pensato si poter risparmiare.
“La decisione di accorpare i Monopoli di Stato alle Dogane è stata una idea balzana – si legge su Imgpress il foglio elettronico (giornale on line) a firma del DR.PIETRO PAOLO BOIANO (DIRSTAT) – anche perché non si è tenuto conto che l’AAMS adotta sistemi contabili privatistici, mentre le Dogane operano nell’ambito delle norme di Contabilità Pubblica, gli uni e l’altra tecnicamente tra di loro incompatibili. Appaiono quindi inefficaci i provvedimenti tampone fin qui adottati, anzi si appalesano vulnerabili, e quindi pericolosi ai fini dell’accertamento e della riscossione delle entrate, oltre che forieri di dannoso dispendio di risorse umane, strumentali e finanziarie da impiegare per la riorganizzazione sul piano logistico informatico e funzionale che appare complicato in relazione al diverso funzionamento della struttura incorporante rispetto alla incorporata. Si pensi al contenzioso con le imprese fornitrici di beni e servizi, ben noto essendo il lungo e tortuoso iter per il recupero dei crediti vantati nei confronti della P.A. In conclusione, a voler fare il punto della situazione, ne riviene che allo stato le uniche certezze sono le vertenze in materia di lavoro del Personale ex Monopoli e quelle da parte di terzi che vantano crediti dallo Stato. Non basta, e se ne dovrà comunque valutare la legittimità, che nessun dipendente ex Monopoli possa essere chiamato a svolgere compiti propri delle Dogane, il che val quanto dire che non è vicino il tempo della totale parificazione tra incorporante e incorporata che frattanto vivono pesanti affanni. Regnano il disagio, la disaffezione, l’imbarazzo che fanno male alla P.A., ma non dispiacciono a furbi, furbetti e malavitosi.
Servono immediati interventi che rimuovano gli effetti perversi derivanti da accorpamenti scriteriati, con l’auspicio che chi di dovere tragga l’insegnamento che operazioni palingenetiche non possono farsi sulla carta, o come si dice col tratto di penna, ma abbisognano di valutazioni approfondite, di studio ad ampio raggio e soprattutto del confronto costruttivo con gli operatori del campo, gli unici in grado di prevedere l’impatto che può avere una norma nella sua concreta applicazione”.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito