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Giocati dai giochi di Stato e da governanti ottusi

In: Cronache

7 gennaio 2016 - 14:38


renzislot

Lo Stato vuole il banco ma non ama perdere. Governo demagogo e a senso unico, ovvero incamera sempre più PREU (+4,5%) a discapito dei giocatori (vincite – 4%) e penalizza le aziende di gestione AWP o New Slot dei bar – di Eugenio Bernardi

(Jamma) – “Nel dicembre 2014 – scrive il produttore Eugenio Bernardi – intervenendo ad una trasmissione RAI “Laradioneparla focus sul gioco d’azzardo online” posi il quesito: “perchè alcuni media e alcune associazioni si accaniscono contro il gioco soprattutto verso le slot che si trovano nei bar…
La risposta alla mia domanda la si vede chiaramente ed esplicitamente in questi giorni con la Legge di Stabilità 2016, ma è dalla fine del 2014 che il progetto nasce e sta andando a compimento, con la Stabilità 2016. Si tratta dell’ennesimo ‘errore’ o ‘orrore’ iniziato appunto con la Delega Fiscale art.14 giochi, le cui bozze hanno circolato dal dicembre 2014. Aggiustando il tiro e portando a termine il progetto di alcuni gruppi lobbistici, aiutati da una politica di pseudo sinistra, marcatamente demagogica, che seguendo le filosofie e tesi di alcune testate e associazioni contro il gioco (travestite da perbenistici propositi), vere lobby mediatiche NO SLOT, hanno indirizzato la politica (che fatica a capire e a distinguere fra i vari prodotti di gioco). Politica governativa e non che non vuole fra i piedi le 5mila aziende di gestione AWP molto radicate sul territorio, invece è ben disposta verso un mercato di solo poche multinazionali del gioco con con cui confrontarsi e non solo…
Altri neo politici puri che vedono certamente le problematiche legate allo strapotere di certe concessionarie, ma pure loro affrontano il settore gioco in modo dilettantistico e come spot politico, cercando solo di spostare la regolamentazione dei giochi e dei luoghi in cui si gioca sui poteri dei sindaci, non capendo che così facendo si creerebbero migliaia di micro repubbliche o campanili, ritorneremmo al Medio Evo.
Nel mondo del commercio e dei servizi aperto ogni giorno e quasi ad ogni ora questi puri cittadini onorevoli pensano che un’attività di gioco regolata da orari restrittivi sopravviva stando aperta magari solo 4+4 ore, mentre intorno il mondo dell’online, delle scommesse e di certe lotterie istantanee viaggio 24 ore su 24 come per la vendita di alcolici che non ha ne orari ne luoghi sensibili che ne infastidisca o limiti la vendita, nonostante le migliaia di morti connessi al fenomeno.
In questo ultimo anno si sono sentite decine di amenità sul gioco uscire dalle bocche di politici vari e rappresentanti di Governo e delle amministrazioni locali che si fatica a credere che ci possa essere un tale scempio politico linguistico e troppi e tanti ignoranti, demagoghi e opportunisti, si è passati da chi ha fatto campagna alle europee distruggendo cassoni delle slot a quelli che abbassano le tasse locali per vedere eliminato dal bar solo le AWP o New Slot, altre attività di gioco nemmeno sono state sfiorate.

Vorrei però fermarmi su tre esempi per tutti:
un assessore regionale della più nota Regione NO SLOT, la Lombardia, è arrivata ad affermare che chi installa AWP non ha professionalità, sostenendo: “Ma quale imprenditori, cosa c’è di imprenditorialità nel prendere una macchinetta portarla in bar e attaccarla ad una spina?”. Mi chiedo, e le chiedo, quali imprenditorialità ci sia, ad esempio, vendere dei grattini, eppure non sono stati toccati dai vari proibizionismi o distanziometri.
La stessa regione che per combattere la ludopatia fa un regolamento che stabilisce che oltre le 3 AWP nei bar vanno installate una contro l’altra e che i locali vanno oscurati e, dico io, ghettizzati (su consiglio di certi personaggi NO SLOT).
Il noto Sottosegretario con delega ai giochi affermava limpidamente, in una delle tante esternazioni, che: “visto che non mi è mai capitato di sentire di problematiche legate ad altri concorsi come il Lotto od il SuperEnalotto”, come se negli anni non ci sono stati coloro che ci hanno rimesso case e denari inseguendo i numeri ritardatari, il che la cosa mi puzza e se pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, non è che si vuole favorire qualche altra tipologia di gioco o interesse?
No riporto l’esternazione sulle conseguenze dell’aumento del PREU al 17,5% dal 13% precedente senza il contestuale abbassamento delle vincite dal 75/74% al 70%, che ne ha del ridicolo o della totale ignoranza per la non disponibilità immediata all’aggiornamento, scartato lo scorso anno dal Governo per diversi motivi, tutt’ora validi uno fra tutti i tempi attuativi, ma riproposto con applicazione immediata dell’aumento di tassazione dal 1° gennaio 2016 che provocherà i seguenti gravi squilibri al settore:

Impatto del maggior prelievo sulla filiera AWP nel 2016



Se può è corretto che il mondo del gioco venga cambiato, non è giusto che paghino solo la parte del settore meno salvaguardata, ovvero i produttori e gestori di apparecchi per bar AWP o New Slot debbano rinunciare al proprio diritto di operare che ci siamo conquistati col lavoro giornaliero sul campo dal 2004, visto che già da all’ora il legislatore aveva deciso di farci sparire, se tutti tacciono accadrà che nessuno si salverà, prima i piccoli, poi i medi e infine i grandi spariranno e tanti si butteranno sull’illegale.

Spesso la politica legifera, su aumenti di tasse ( es. il PREU) o tributi ma non risolve i problemi, anzi li provoca, spinta dal bisogno politico-istituzionale di mostrare di avere fatto qualcosa.
Ne è un esempio lampante il comma 649 art.1 L.190 (Stabilità 2015) ancora una volta la politica legislativa ha solo aumentato la confusione. Qui non invoco un ‘risolutivo intervento del legislatore’, chiedo invece di starsene buono in quanto per ‘sistemare’ qualcosa la deve prima capire. E se non c’è qualcuno in grado di spiegargliela è meglio che il legislatore, invece di abbozzare interventi, che afferma da tempo risolutivi (leggasi delega fiscale art.14 giochi mai data alla luce), vada a farsi una passeggiata (il sentimento è di mandarli altrove ma …). Altrimenti perde e fa perdere tempo e soprattutto denaro, ai gestori, produttori, agli uffici, alle associazioni, agli avvocati (parcelle a parte) e ai giudici, ovvero allo Stato”.
Eugenio Bernardi
operatore del gioco da 34 anni

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