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Genova, report Ats-Asl3: rischio ludopatia tra i giovani. Assessore Nicolò: “Serve strategia di prevenzione strutturata”

L’indagine sugli stili di vita condotta da Ats-Asl3 su 3.777 studenti e studentesse della provincia di Genova, di età compresa tra i 9 e i 24 anni, segnala tra gli elementi di maggiore attenzione anche il rischio di ludopatia tra le giovani generazioni. I dati sono contenuti nel Report 2025-2026, realizzato nell’ambito degli incontri di educazione ai corretti stili di vita promossi negli istituti scolastici del territorio.

Secondo quanto evidenziato nello studio, la predisposizione alla ludopatia rappresenta uno dei comportamenti a rischio emersi dall’indagine, insieme ad altre abitudini potenzialmente dannose per la salute. L’analisi sottolinea inoltre come una parte dei ragazzi adotti comportamenti a rischio già al di sotto dell’età consentita, evidenziando la necessità di interventi di prevenzione sempre più mirati.

“I dati che emergono da questa indagine ci consegnano una fotografia delle nuove fragilità che interessano le giovani generazioni e rappresentano un richiamo all’azione per tutte le istituzioni – sottolinea Massimo Nicolò, assessore regionale alla Sanità –. L’aumento dell’utilizzo degli smartphone, il consumo precoce di alcolici, la diffusione delle sigarette elettroniche, il rischio di ludopatia e gli stili di vita sempre più sedentari richiedono una strategia di prevenzione strutturata e continuativa. Come Regione Liguria crediamo che la prevenzione sia il primo investimento per la salute dei cittadini e sosteniamo con convinzione i programmi di educazione ai corretti stili di vita promossi da Ats-Asl3, perché è tra gli 8 e i 13 anni che si costruiscono la consapevolezza e la capacità di compiere scelte responsabili. Il coinvolgimento di scuole, famiglie e comunità locali è fondamentale per offrire ai ragazzi strumenti concreti per crescere in modo sano e consapevole.”

Sul fronte della prevenzione, Ats-Asl3 evidenzia l’importanza di programmi continuativi rivolti agli studenti. “L’attività di prevenzione deve essere continua e ripetuta nel tempo – spiega il dott. Gianni Testino, Direttore del dipartimento corretti stili di vita e programmi di comunità di Ats-Asl3 –. La nostra esperienza dimostra che gli interventi più efficaci sono quelli realizzati tra pari e avviati precocemente, nella fascia di età compresa tra gli 8 e i 13 anni; secondo alcuni autori sarebbe opportuno iniziare addirittura dalla scuola dell’infanzia”.

Tra gli strumenti utilizzati durante i percorsi educativi figura anche il modello decisionale “Decide”, pensato per aiutare gli adolescenti a gestire situazioni legate ai comportamenti a rischio, valutando le possibili conseguenze delle proprie scelte. L’indagine conclude che, anche sul tema della ludopatia, è necessario rafforzare gli interventi di prevenzione e sviluppare strumenti in grado di valutarne l’efficacia nel tempo.

Redazione Jamma
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