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Francesco Gatti : “Stanco dei bla bla…mentre qui si celebra la fine del settore”

In: Cronache

3 aprile 2015 - 14:52


bla-bla-bla

(Jamma) La sentenza di ieri non cambia nulla. Il soggetto che resta debitore diretto dello Stato è il concessionario che, in assenza di nuova trattativa con i “terzi raccoglitori”, dovrà fare fronte alle assurde richieste dello Stato.

Mi fa sorridere la dichiarazione di Baretta in merito all’auspicio del pagamento della tranche da 200 milioni (senza ulteriori storie!) quando le aziende del milanese (e non solo oramai) non sono più in grado di sostenere, con gli orari di funzionamento delle macchine limitati, nemmeno i livelli di raccolta dello scorso anno.
A Milano, dove indirettamente abbiamo un noleggio, gli incassi si sono ridotti di oltre il 50%.

Questo significa meno soldi per noi, ma anche meno soldi per il concessionario e per lo Stato.

Ha ragione Filippone nel sottolineare la sopravvalutazione che il Governo fa nei confronti del Concessionario e della strabica visione del settore che il sottosegretario purtroppo ha maturato a seguito, credo, dell’intervento di qualche consigliere.

Il gestore è il fulcro della nostra filiera. Senza questo cade tutto. Il concessionario non è altro che il catalizzatore dell’operato altrui e, francamente, collegando le macchine a Sogei diventerebbe superfluo.

Quando sento parole come “il gestore dovrà rivedere la propria posizione” mi chiedo se si abbia la giusta preparazione per gestire un settore come il nostro così complesso e difficile.

Stiamo sentendo scemenze da mesi e mesi.

Stanno distruggendo un comparto che ha dato tanti soldi allo Stato e creato lavoro. E’ una vergogna.

E’ il caso di esporre bene a Baretta la condizione attuale e dirgli chiaramente che non solo non vedrà aumentare il monte complessivo dell’introito per lo Stato ma che, nonostante i 500 milioni (qualora li incasserà) la somma totale sarà comunque inferiore a quella degli scorsi anni.
E questo non per colpa delle awp o delle vlt, ma per merito dell’azione scellerata di questo esecutivo.

Andavano contrastati da subito i sindaci che, impropriamente, hanno stabilito orari di funzionamento per le macchine da gioco incompatibili con le esigenze economiche dello Stato.
I TAR delinquenzialmente hanno dato ragione ai sindaci con la motivazione della “salute pubblica” ma con quali numeri in mano?

Il “sentito dire” ci ha ammazzato. E continuerà a farlo.

La posizione impopolare di Giorgetti in merito alla differenziazione fra sussidi Statali ai Comuni con Slot e assenza degli stessi per i Comuni senza, appare oggi moderna e funzionale.
Quando verranno a mancare i fondi e non torneranno i conti dove li prenderanno i soldi per mantenere i loro sprechi?

La stampa continua a martellare sull’argomento senza averne basi, senza capire nulla del nostro settore e il nostro sottosegretario non riesce a tirare fuori una delega decorosa che possa riallineare queste posizioni senza distruggere contestualmente il nostro settore? Perdiamo mesi e mesi inutilmente con un mercato stantio e un settore allo sbando quando invece avremmo bisogno di chiarezza.

Limitare il numero delle awp comporta solo una grave contrazione dell’introito dello Stato poiché a livello di impatto sull’opinione pubblica non cambierà assolutamente nulla. Saremo sempre nel mirino.

Mi indispone l’intervento di qualche vicepresidente di SGI che si dichiara d’accordo con la rimozione di alcune decine di migliaia di awp: rispondo volentieri che per contro vorrei l’eliminazione completa di qualsiasi forma pubblicitaria del gioco e la chiusura della metà delle gaming hall nonché l’eliminazione del 20% delle sale Bingo oramai sparpagliate ovunque che stanno in piedi solo grazie alle VLT con le quali rovinano le persone.

Ci chiedono macchine con “gioco remoto”….abbiamo già i totem! che il Governo inizi a tassare quelli! Sono esattamente le macchine che vogliono, leviamo le awp e convincano i “totemari” a pagare le tasse!

Le chiedono poi entro il 2017: a parte l’impossibilità di ottemperare a questa richiesta nei tempi prospettati, ci troveremmo a rincorrere modelli di gestione in cui il gestore potrebbe “rivedere” la propria posizione e il proprio operato.
Ci vuole il coraggio di dirle le cose, altrimenti fare associazione non serve a nulla. Mi riferisco alla dichiarazione “fumosa” del presidente Curcio di ieri nella quale non si dice assolutamente nulla.
Ecco a me il nulla fa incazzare e basta. Sono stanco di “nulla”. Prendi una posizione Raffaele, con tutto il rispetto: prendi un respiro e prendi una posizione forte e libera. Serve a tutti noi e ci serve adesso. Te lo dico con stima profonda e spero sia interpretata con serenità questa mia esternazione che è comune a tante aziende italiane.

“Rivedere” il proprio operato significa anche rivedere la propria disponibilità a pagare le nuove macchine, a “valutare” se aderire o meno all’esborso di 200 milioni, “valutare” se continuare ad operare in Comuni dove è impossibile, di fatto, guadagnare qualcosa senza ricorrere all’illegalità.

Ma un dubbio mi resta: alla “rivalutazione” delle proprie posizioni il Sottosegretario ci ha mai pensato?fg

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