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Emilia Romagna. Pagani: “In cantiere un pdl per la prevenzione e la cura del gioco d’azzardo”

In: Cronache

23 maggio 2012 - 16:51


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(Jamma) Il consigliere regionale emiliano del PD Beppe Pagani è intervenuto in un dibattito sull’argomento promosso dal PD di Albinea e che ha visto la partecipazione di Daniele Poto, autore del dossier Azzardopoli, e Matteo Iori dell’associazione Centro Sociale Papa Giovanni XXIII che si occupa della cura della patologia da gioco d’azzardo.

Una sintesi dell’intervento del consigliere Pagani.

DIMENSIONI DEL FENOMENO – in crescita esponenziale
L’ammontare del fatturato del gioco d’azzardo in Italia è di circa di 80 mld. Tale quantità è cresciuta negli ultimi anni in maniera esponenziale a seguito della variegata offerta ( lotterie- lotto-gratta e vinci- slot- videolottery- giochi on line) da 15 mld nel 2003 – a 80 mld nel 2011. A questo dato andrebbe aggiunto l’ulteriore fatturato registrato dal gioco d’azzardo illegale di circa 10 mld.
l’Italia è il 1° paese in UE per spesa nel gioco d’azzardo ed è il 3° paese nel mondo. Il Gioco d’azzardo muove un fatturato tale da rappresentare la terza industria del paese dopo ENI e Fiat.
Il dato della regione Emilia-Romagna è di 6,34 mld, con una spesa procapite di €1.442 all’anno contro una media nazionale di € 1.323.

DESCRIZIONE DEL FENOMENO – La tassa sui poveri
Il gioco d’azzardo coinvolge tutte le fasce d’età ma sulla fascia 45/54 vi è la incidenza più alta pari al 69% dell’intero numero dei giocatori. I giocatori sono prevalentemente uomini.
In RER le slot machine sono il gioco in cui si spende di più, circa 4 mld, mentre al lotto la spesa complessiva è di 423 milioni.
Il settore on-line ed in particolare il gioco del video-poker e la raccolta di denaro tramite internet, caratterizzati da una bassissima soglia di accesso, rappresentano oggi l’allarme più forte.
Il 53% di coloro che giocano d’azzardo: giocano una media di 11/50€ al mese mentre il 5,3% spende più di 51€. Molti sono i pensionati che possiedono anche pensioni minime, da 500-800€ al mese.
I dati di Codacons indicano tra i giocatori un 43% di indigenti e un altro 56% di persone a reddito medio basso.
Lo stato incassa circa 11% traendone un beneficio economico (che però non cresce proporzionatamente all’aumento esplosivo del fenomeno) ma ne deriva un danno sociale rilevante nel tempo, perché la ludopatia determina una profonda erosione del patrimonio delle famiglie.

Questo fenomeno degenerativo è stato ahimè incoraggiato dallo stato che per assicurarsi introiti ha finito per esercitare un condizionamento sui cittadini.
Negli ultimi anni vi è stato infatti uno spregiudicato aumento dell’offerta di gioco lecito (d’azzardo) a bassa soglia di accesso e la grande svolta nella introduzione di tipologie di giochi avviene nell’estate del 2011 quando vengo introdotte nuove forme di azzardo casalinghe ( poker cash- casinò on line) che hanno fatto nascere oltre 200 siti

Paradossalmente, ma non troppo, tutto ciò avviene in un momento di profonda crisi economica che attanaglia imprese, famiglie, singoli cittadini, aumentando il rischio povertà. Secondo l’ISTAT sono a rischio povertà circa il 16 % delle famiglie. Il gioco d’azzardo rappresenta una ricerca disperata di benessere effimero ed aumenta invece le condizioni di crisi.

IL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO – le carenze legislative
Siamo il Paese in Europa in cui si gioca di più e con una delle legislazioni più arretrate sulla materia.
a) non esiste una regolamentazione ( si può giocare anche 24h) il quadro delle normative esistenti non è adeguato ad affrontare il fenomeno, così come il modello sanzionatorio è insufficiente per contrastarne le storture e devianze in particolare sui minori.
b) da diverse ricerche (Azzardo, Poli ecc.) è ormai documentato il legame con criminalità organizzata e con le mafie. Usura e infiltrazioni mafiose sono ormai una certezza nel settore della gestione delle slot machines che le cosche gestiscono per il riciclo del denaro. La Commissione Antimafia ha stimato 50 mld il giro d’affari delle cosche legato al gioco d’azzardo. Leggo testualmente da due relazioni della Commissione Antimafia del 17-11-201 e del 20-7-2011: “ il settore del gioco costituisce il punto di incontro di plurime , gravi distorsioni dell’aspetto socio-economico quali in particolare, l’esposizione dei redditi degli italiani a rischio erosione; l’interesse del crimine organizzato ; la vocazione allo spasmodico arricchimento di taluni concessionari che operano, sovente, in regime di quasi monopolio; il germe di altri fenomeni criminali come usura, estorsione, riciclaggio, infine la sottrazione di ingenti risorse destinate all’erario”-
c) Grandi investimenti pubblicitari – con pubblicità ingannevole studiata per indurre a credere che il gioco d’azzardo sia divertente,eccitante e che sia un sistema per fare soldi in modo facile. Il gioco d’azzardo “è stato abilmente travestito da gioco ludico in modo da attenuare le difese naturali dei dittadini” (fonte CODACONS)
d) Non esiste in Italia un lavoro di prevenzione e di cura del Gioco d’azzardo patologico nonostante il gioco d’azzardo sia stato inserito fra le dipendenze dall’OMS fin dagli anni 80. La dipendenza è definita come: “ il bisogno compulsivo ad assumere la sostanza in modo continuativo”.
Francia, Spagna, Svezia, Germania e USA considerano il gioco d’azzardo patologico una malattia ed il recupero è sostenuto dallo stato.
L’Italia non ha ancora recepito questa indicazione che vede nel gioco morboso una forma di patologia una autentica malattia sociale, che determina depressione/compulsiva suicidi in misura 4 volte superiori alla media.
Non essendo inserito nei LEA (Livello Essenziale d’Assistenza) in Italia il gioco d’azzardo patologico non è ancora riconosciuto come dipendenza per la quale fornire assistenza. Il gioco d’azzardo patologico andrebbe riconosciuto come patologia, l’inserimento nei LEA garantirebbe il trattamento terapeutico nelle strutture socio sanitari. Nel nostro paese mancano inoltre i protocolli sanitari, unicamente in Lombardia vi è la possibilità di una presa in carico nei 1400 SERT.

CHE COSA E’ STATO FATTO e cosa intendiamo fare.
Esistono alcune esperienze periferiche importanti e significative sia dagli esiti positivi che negativi.
1- Il comune di Verbania è intervenuto a cercare di porre un freno al proliferare delle sale gioco e a determinarne le fasce orarie ma il TAR del Piemonte ha annullato l’ordinanza del sindaco perché “materia di competenza esclusiva dello stato.
2- Il sindaco di Udine ha sospeso per un anno le autorizzazioni
3- Il presidente dell’ANCI (Reggio Emilia) ha richiesto una nuova regolamentazione nazionale che dia più potere ai sindaci
4- Esiste un Coordinamento Nazionale Gruppi per il gioco d’Azzardo, CONAGGA, che lavora per sensibilizzare cittadinanza e istituzioni sui problemi legati alla diffusione del gioco d’azzardo.
5- Diverse Regioni hanno promosso sperimentazioni di accoglienza per persone con dipendenza patologica da gioco d’azzardo. In Emilia Romagna il progetto Pluto gestito dal Giovanni XXIII di Reggio Emilia.
5- PD ha predisposto un disegno di legge a livello nazionale
6- lo scorso 13 marzo è stato approvato alla Camera un ordine del giorno sui rischi del gioco d’azzardo e per avere informazioni sul finanziamento delle campagne di sensibilizzazione.
7- In Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna sono all’ordine del giorno 4 risoluzioni sull’argomento e due progetti di legge.
8- Il Gruppo PD dell’Emilia Romagna sta lavorando ad progetto di legge regionale.
9- E’ in calendario per il prossimo 8 giugno un convegno nazionale sul gioco d’azzardo promosso dalla Regione Emilia-Romagna.

 

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