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Dipendenza da gioco d’azzardo. Una ricerca olandese allerta: intervenire solo se si ha una adeguata conoscenza del fenomeno

In: Cronache

24 febbraio 2016 - 16:37


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(Jamma) Prima di adottare interventi a contrasto del gioco d’azzardo patologico è necessario conoscere la natura del problema. Lo afferma una ricerca condotta da CVO, una organizzazione indipendente no-profit che fa capo alla Facoltà di Scienze Sociali della Università di Utrecht .
La ricerca, come evidenza anche la Gambling Commission olandese, ribadisce come non sia ancora chiara la causa che porta alla sviluppo di un dipendenza dal gioco. Il problema del gioco d’azzardo insomma sarebbe legato ad una complessa interazione tra il giocatore e il suo ambiente.

Secondo “Il gioco d’azzardo, i rischi e la prevenzione”, questo il nome dello studio , l’informazione ai giocatori, la fissazione di limiti di gioco, la possibilità di fornire strumenti di auto esclusione sarebbero mezzi potenzialmente efficaci per prevenire i problemi legati al gioco. Questi risultati emergono da una analisi della letteratura sulla dipendenza dal gioco. Lo studio conferma come non ci siano dati certi circa l’efficacia provata di forme prevenzione “universali” e che non ci sono studi che dimostrino che l’offerta di bonus e i programmi di fidelizzazione possano essere correlati al problema del gioco d’azzardo patologico. L’inchiesta ha dimostrato che i giocatori che hanno giocato con denaro contante, tramite schede telefoniche prepagate o Internet café, correvano un rischio maggiore di sviluppare problemi di gioco rispetto ai giocatori che hanno giocato tramite un conto o un programma di fidelizzazione.
La Gambling Commission olandese ha fatto sapere in una nota di ritenere che lo studio della CVO rappresenti la conferma circa la necessità di monitorare costantemente il fenomeno che la dipendenza da gioco può essere affrontata solo in collaborazione con altri soggetti. Da qui l’esigenza di confrontarsi sui possibili interventi con i fornitori di servizi , i giocatori e i giocatori patologici.
La ricerca evidenzia innanzitutto come sia necessario effettuare ulteriori ricerche sul comportamento di gioco di gruppi specifici di giocatori, come ad esempio le donne e gli anziani. La ricerca è necessaria per determinare l’entità del problema e prevenire la genesi, i modelli di gioco e problemi di gioco che differiscono da quello degli uomini e dei giovani. Su questa base bisognerà capire se dovranno essere sviluppati specifici interventi di prevenzione . Per fare questo la ricerca dovrà concentrarsi sullo status socio-economico, sul ruolo dei valori culturali, sulle credenze e sui processi di acculturazione .

Per quanto riguarda il gioco online si auspica una maggiore attenzione sull’efficacia della prevenzione e su quali misure di prevenzione dovrebbero essere promosse in generale ed in particolare quando hanno come target questa tipologia di offerta. La ricerca evidenzia il fatto che ci siano ancora poche informazioni sul grado di responsabilità del comportamento da parte dei fornitori di gioco d’azzardo. Il loro comportamento e le loro prestazioni in questo settore dovrebbero essere esaminati empiricamente. Anche se sembrerebbe che solo un numero limitato di giochi d’azzardo consentirebbero una prevenzione totale non è chiaro quanto sia grande questo numero e / o quali compromessi bisognerebbe accettare.

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