La Corte di giustizia dell’Unione europea ha pronunciato oggi la sentenza destinata a incidere sul contenzioso tra Google Ireland e AGCOM relativo all’applicazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo previsto dall’articolo 9 del Decreto Dignità.
La controversia trae origine dalla sanzione da 750.000 euro inflitta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a Google Ireland per alcuni video pubblicati su YouTube, ritenuti promozionali nei confronti del gioco con vincita in denaro e caricati da un content creator aderente al programma di partnership della piattaforma. Il Consiglio di Stato aveva sospeso il giudizio chiedendo alla Corte di giustizia di chiarire l’interpretazione della direttiva sul commercio elettronico e, in particolare, il regime di responsabilità applicabile ai prestatori di servizi di hosting.
Con la decisione resa oggi dalla Seconda Sezione, la Corte ha innanzitutto stabilito che un servizio della società dell’informazione consistente nell’hosting online di video rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 2000/31/CE anche quando i contenuti ospitati comprendono pubblicità di giochi d’azzardo che implicano una posta pecuniaria in giochi di fortuna.
Il punto centrale della pronuncia riguarda però il regime di esenzione previsto dall’articolo 14 della direttiva per i prestatori di servizi di hosting.
Secondo la Corte, tale esenzione non può essere invocata dall’operatore di una piattaforma di video online quando quest’ultimo abbia concluso con il gestore del canale un accordo di partnership commerciale che prevede la condivisione dei ricavi pubblicitari e, nell’ambito della conclusione o dell’esecuzione di tale accordo, abbia effettuato un esame del contenuto del canale, verificandone, tra l’altro, il tema principale, i video più visualizzati o più recenti e i relativi metadati.
In una simile situazione, osservano i giudici di Lussemburgo, il ruolo della piattaforma non può essere considerato meramente tecnico, automatico e passivo, presupposto necessario per beneficiare dell’esenzione di responsabilità prevista dalla direttiva sull’e-commerce.
La sentenza rappresenta un passaggio di particolare rilievo per il procedimento italiano, poiché chiarisce che l’attività svolta da una piattaforma nell’ambito di un rapporto commerciale con il creatore di contenuti può far venir meno le tutele riconosciute ai prestatori di servizi di hosting quando essa comporti un coinvolgimento attivo nella valutazione dei contenuti pubblicati.
La decisione non definisce direttamente la controversia tra AGCOM e Google Ireland, ma fornisce al Consiglio di Stato i criteri interpretativi vincolanti per decidere il giudizio pendente sulla legittimità della sanzione e dell’ordine di rimozione dei video contestati.
Il pronunciamento assume rilievo anche oltre il caso specifico, poiché chiarisce i limiti della responsabilità delle piattaforme digitali nella diffusione di contenuti pubblicitari relativi al gioco d’azzardo, distinguendo tra il semplice servizio di hosting e un’attività caratterizzata da un coinvolgimento attivo nella gestione commerciale e nell’analisi dei contenuti degli utenti.
Di seguito le conclusioni dell’avvocato generale Maciej Szpunar presentate il 27 novembre 2025:







