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Corte dei conti. ‘Tasse, evasione e corruzione frenano la crescita. Esauriti i margini offerti dai giochi’

In: Cronache

5 giugno 2012 - 12:10


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Passamonti: “Un aumento delle tasse sui giochi deprimerebbe ulteriormente il mercato”

 

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Angelo Sticchi Damiani (ACI): “Basta imposte sulla benzina. Tassare i giochi”

 

(Jamma) “Sostanzialmente esauriti i margini finora offerti dalle entrate volontarie, a cominciare da quelle per giochi”. “Tasse e corruzione frenano la crescita italiana e il Paese rischia di avvitarsi. E non si potrà contare, ancora per qualche anno, su una ripresa del gettito fiscale“. Per far ripartire la crescita “puntare sulla lotta all’evasione, elusione ed erosione fiscale” ha spiegato il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino durante la presentazione del rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica.

Nel rapporto si legge quanto segue:

Rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica

Le entrate “volontarie” e la spinta delle attività di gioco

5. Il contributo delle entrate volontarie alla definizione della manovra 2011 non è mancato, anche se registra un ruolo marginale (all’incirca intorno al 5 per cento del maggior gettito atteso per il 2011 e per le tre annualità successive).

Il grosso dell’intervento si concentra sulle entrate da giochi che, a partire dal 2012, dovrebbero garantire un maggior gettito vicino ai due miliardi.

La manovra 2011, dunque, prefigura una forte accelerazione del gettito conseguibile dai giochi, nel tentativo di superare un’impasse che ha visto le entrate del settore collocate su un livello (8,6 miliardi) sostanzialmente costante nell’ultimo triennio, pur in presenza di un volume della raccolta lorda cresciuto in misura esponenziale: quasi 80 miliardi a fine 2011, il 47 per cento in più rispetto a due anni prima.

Si confermano, così, le due evidenze che erano state sottolineate nel Rapporto dell’anno scorso: da un lato, il consolidamento dell’affidabilità di una fonte di entrata che sembra aver perduto la sua tradizionale connotazione di aleatorietà; dall’altro, la tendenza ad una progressiva diminuzione della resa media dei giochi in termini di utile netto per l’erario, giacché la tenuta del gettito ha richiesto una forte dilatazione del mercato della raccolta, sollecitato dall’aumento delle quote destinate alle spese di gestione ed alle vincite (che rappresentano quasi il 77 per cento della raccolta, sei punti in più in un anno).

D’altra parte, la tendenza alla relativa saturazione del mercato dei giochi trova conferma nei fenomeni di “sostituzione”, nei quali lo sviluppo di un settore si accompagna alla contrazione di altri. Si tratta di fenomeni che il consuntivo 2011 mostra con ampia evidenza: da un lato, la categoria degli apparecchi da gioco, la cui raccolta lorda è aumentata del 40 per cento in un solo anno, rappresentando ormai il 56,2 per cento della raccolta totale; dall’altro, gli altri macro-settori, escluso quello delle Lotterie (che pure presenta un andamento della raccolta in lieve crescita), che hanno registrato flessioni più o meno accentuate della raccolta lorda e, conseguentemente, della relativa quota di entrate erariali.

Conseguentemente, le entrate erariali difficilmente, ormai, si potranno attestare su livelli di molto superiori a quelli già raggiunti, pur dovendosi tenere conto dell’ulteriore positiva evoluzione che la raccolta lorda potrebbe subire anche per effetto dell’ulteriore sviluppo dei giochi on line.

 

Peraltro, da un lato, va dato atto dello sforzo compiuto per recuperare alla legalità quote crescenti di gioco irregolare, sottraendole alla criminalità organizzata ed agli operatori telematici non autorizzati a raccogliere gioco in Italia, e, dall’altro, va ribadita la preoccupazione per i negativi riflessi che la diffusione del gioco può esercitare su una parte della popolazione, come da diverse fonti viene segnalato. In particolare tra i giovani e le categorie socialmente più deboli tendono a svilupparsi forme di dipendenza che richiedono attenta considerazione e vigilanza da parte delle Istituzioni per le negative implicazioni di carattere sociale ed economico che ne possono derivare.

 

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