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Corte dei Conti. Impossibile esprimere una valutazione sulle rendicontazioni delle società concessionarie

In: Cronache

7 agosto 2012 - 09:24


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(Jamma) La Corte dei Conti “ritiene di non poter esprimere alcuna valutazione giudiziale sulle rendicontazioni prodotte dalle società concessionarie relativamente agli esercizi 2004-2009”. E’ quanto afferma il relatore della Sezione Lazio della Corte dei Conti al termine della relazione sui giudizi di rendicontazione intentati contro i concessionari delle newslot. Il giudizio è stato avviato nel 2006, e verte sull’obbligo di presentare il rendiconto per la gestione della rete newslot, nel corso del procedimento la Procura Regionale chiese di condannare le compagnie concessionarie per un importo complessivo di un miliardo a causa del loro comportamento colpevole. Le compagnie infatti ritenevano di non dover presentare rendicontazione visto che i dati delle giocate avrebbero dovuto essere monitorati in tempo reale da Sogei, il partner tecnologico dei Monopoli di Stato. In realtà, ciò non è avvenuto, dal momento che si sono verifica! ti forti ritardi nell’allestimento della rete (la stessa Corte dei Conti nel giudizio parallelo sulla responsabilità per la mancata realizzazione della rete nei tempi previsti ha condannato le concessionarie a pagare 2,5 miliardi di euro, al momento pende il giudizio di appello). Nella relazione si ricorda infatti che per gli anni 2004-2006, Aams calcolò il prelievo erariale basandosi sui “contatori trasmessi dai concessionari” o facendo riferimento a “importi forfettari”, o grazie alla “documentazione probatoria che i concessionari sono stati invitati a fornire”. L’Aams nel 2011, rispondendo a un’ordinanza istruttoria della stessa Corte dei Conti, “ha ammesso di non poter esprimere alcun visto di parifica sulle citate rendicontazioni, in quanto fino al 2010 l’affidamento del servizio, la sua gestione e soprattutto la sua verifica in corso di opera è rimasta nell’esclusiva titolarità dell’Amministrazione attiva”. L’Amministrazione, infatti, ha concentrato l’attenzione “più che sul controllo contabile (…) sull’adeguatezza dell’organizzazione del concessionario e sulle connesse capacità gestionali al fine di valutare come accrescerne l’efficacia e l’efficienza. Nessun monitoraggio sulle attività svolte in dettaglio dal concessionario risultano essere state compiute, per cui anche le contestazioni sulla liquidazione del PREU sono originate da riscontri di tipo automatizzato secondo quanto indicato nei relativi decreti ministeriali”. Insomma, prosegue la relazione, “le criticità sopra evidenziate dimostrano come la stessa Amministrazione non sia in grado di poter certificare la realtà del dato, sia per l’assenza del collegamento con la rete telematica, sia per l’estrema genericità dei criteri di formazione dello stesso dato rendicontato”. E quindi si ricorda come la stessa Sezione della Corte di Cassazione, con una sentenza ordinanza del luglio 2012, abbia riconosciuto che “in assenza della parifica dell’Ufficio di controllo interno, nessuna attività di verifica giudiziale può essere svolta da questo Giudice”. La prossima udienza del giudizio si terrà il 17 gennaio 2013.

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