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Come andrebbe ripartito, in un ottica proporzionale come da art. 53 della Costituzione, il nuovo tributo sulle slot machine, Awp e Vlt

In: Cronache

21 gennaio 2015 - 13:01


costituzione

(Jamma) Comparando il volume dei ricavi tra Awp e Vlt (importi in milioni di euro), in base ai dati in nostro possesso, ossia quelli del Libro Blu dei Monopoli del 2013, (i dati del 2014 sono in mano all’ADM e dovrebbe essere molto semplice applicare ai nuovi dati le formule che verranno esposte di seguito), si nota che a fronte di una spesa giocatore di 6.230 euro per le Awp e di 2779 per le Vlt si ha una corrispondenza erariale di 3.229 euro per Awp e 1.104 euro per le Vlt, la rimanenza alla filiera è questa 3.001 per le Awp e 1.675 per le Vlt.
Il totale dei ricavi è dunque 4.676, totale di riferimento per la ripartizione dei 500 milioni, il 64,18% è imputabile alle Awp e il 35,82% alle Vlt. A questo punto possiamo iniziare la prima suddivisione dei 500 milioni, il tributo imputabile per tipologia apparecchio è 320,9 per le awp e 179,1 per le vlt. Costituzionalmente la divisione contributiva per tipologia dovrebbe essere questa, che risolve però soltanto un primo problema di costituzionalità, considerando che all’interno delle stesse tipologie di apparecchi esistono valori di ingresso molto diversi da apparecchio a apparecchio, una divisione per numero sarebbe iniqua e anticostituzionale perché non prenderebbe in considerazione i volumi di gioco diversi che possono riscontrarsi anche all’interno dello stesso conglomerato abitativo. Per risolvere la spinosa questione ci viene in aiuto lo stesso Libro Blu di cui sopra che ci dà anche il totale dei volumi di gioco per tipologia apparecchio.
Abbiamo infatti un totale ingressi di 25.422 euro per le awp e di 22.085 euro per le vlt; a questo punto non rimane che dividere l’importo della ‘patrimoniale’ per il volume di gioco arrotondando al migliaio di euro, avremo dunque 12,17 euro ogni mille euro giocate per le awp e 8,11 euro ogni mille euro giocate per le vlt. A questo punto basta moltiplicare questi valori per il totale annuo degli apparecchi, ed otterremmo il valore esatto dell’imposta ad esso riferibile.
Solo in questa maniera il dettato costituzionale relativo alla capacità di contribuzione sarebbe rispettato, dividendo in altre maniere il tutto sarebbe iniquo e anticostituzionale.
Per fare un esempio pratico vediamo un poco come sarebbe l’imposta nell’ottica attuale del decreto dei Monopoli, cioè dividendo semplicemente l’imposta per il numero di apparecchi. Il totale sempre secondo i dati del Libro blu per il 2013 è di 410.688 awp e 50.662 vlt. Il ricavo medio per apparecchio è di 7.307 euro per le awp e di 33.062 per euro le vlt. Con la divisione per numero avremmo questi dati, 500 milioni diviso il totale apparecchi ossia 461.350, per un totale di 1.084 euro circa per apparecchio. La contribuzione media delle awp sarebbe del 14,8% del ricavo totale, per le vlt sarebbe solo del 3,27%, quindi in totale contraddizione sull’assunto costituzionale della capacità contributiva, chi guadagna meno paga di più e chi guadagna di più paga di meno.
Vediamo cosa succede applicando le formule esatte e ripartite proporzionalmente in base a criterio di contribuzione come esposte sopra. I ricavi medi rimangono invariati, 7307 e 33062 awp e vlt. Calcoliamo adesso gli importi medi di giocata, abbiamo 61.901 per le awp e 435.928 per le vlt. Una awp media pagherebbe adesso 754,54 euro ossia 62 migliaia per 12.17 e una vlt media 3535,96 ossia 436 migliaia per 8,11. Vediamo come si ripercuote ora l’imposta sul ricavo medio, le 754,54 sono il 10,3% del ricavo delle awp e i 3535,96 sono il 10,7 % del ricavo delle vlt, abbiamo in questa maniera una divisione molto più equa e che rispetta l’assunto costituzionale dell’articolo 53.
Questa suddivisione eviterebbe anche le furbate effettuate da chi ha dismesso gli apparecchi a fine anno per non pagare questa imposta, perché tale imposta si distribuirebbe in base al giocato e ai ricavi relativi all’anno di riferimento, come dovrebbe essere per qualsiasi imposta patrimoniale. Nessuna divisione diversa da questa potrebbe essere accettata perché anticostituzionale.
Solo a queste condizioni la nuova imposta avrebbe valore, nelle attuali ottiche di divisione il tutto è fumo e anticostituzionalità. di Fabio Bulla.
*Cosa dice l’articolo 53 della Costituzione
Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

 

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