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Codere a Firenze per workshop “In nome della legalità”. Guiducci (Agenzia Dogane Monopoli) : “Auspichiamo testo unico sul gioco”

In: Cronache

28 novembre 2013 - 14:04


massimo ruta

 

(Jamma) Si è parlato di gioco legale a tutto tondo oggi a Firenze nel corso del workshop itinerante“In nome della legalità” organizzato da Codere Italia. Ad aprire i lavori Antonella Coniglio – Assessore alla legalità Provincia di Firenze che ha ricordato come “la rete malavitosa sta entrando nel nostro territorio. La Provincia, ha scelto di intervenire in materia di attività di gioco aderendo alla rete di Avviso Pubblico aderendo ad una campagna di sensibilizzazione e contrasto al gioco d’azzardo”. “Il nostro territorio – ha aggiunto – è una rete strategica”. “Il settore del gioco d’azzardo coinvolge 200.000 persone. C’è bisogno di regole per regolamentare un settore nuovo che in Italia ha iniziato a crescere tra il ’99 e il 2000, quando all’offerta di totocalcio, totip e gioco del lotto si sono aggiunti nuovi giochi” ha spiegato Claudio Bozza – Moderatore dell’incontro e giornalista del Corriere Fiorentino. “Qui parleremo di gioco d’azzardo nel nome della legalità, ovvero l’importanza di non giocare dove capita”.

 

Daniela Guiducci (Agenzia Dogane Monopoli) : “Una “educazione” degli esercenti ci permette una corretta educazione anche dei giocatori”

 

“Occasioni come quella di oggi sono importantissime per creare sinergia tra noi come amministrazione e ente di regolazione, forze dell’ordine, comune e provincia” ha detto Daniela Guiducci dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in apertura del suo intervento “Analizzando il mercato possiamo rilevare la forte diffusione delle New Slot e delle VLT) presenti in tante tipologie di esercizi commerciali. Ma esistono tante altre forme di gioco, legate all’ippica o al totocalcio. In Toscana, dal punto i vista dell’offerta, possiamo parlare di una situazione non particolarmente problematica. Non si rilevano situazioni di forte irregolarità. Possiamo pensare che risulti vincente la politica dell’amministrazione. Noi, dal 2011, abbiamo esteso la nostra presenza sul territorio (siamo presenti in quasi tutte le province toscane), così riusciamo a fare una efficace opera di prevenzione. Il nostro compito è quello di redimere i casi di irregolarità, ma dobbiamo fare anche informazione e prevenzione per garantire un “tessuto di gioco legale”. “Per quanto ci riguarda auspichiamo la creazione di un testo unico per avere maggiore regolamentazione” ha aggiunto il rappresentante dell’ADM. “In materia di controlli abbiamo potuto verificare l’utilità delle prove di gioco per capire se il concessionario ha macchinette perfettamente collegate”.La sfida però oggi si gioca anche su altri fronti “Una “educazione” degli esercenti ci permette una corretta educazione anche dei giocatori” ha detto la dottoressa Guiducci introducendo il tema del gioco compulsivo. “Il Decreto Balduzzi risulta particolarmente incisivo in questa logica della legalità. Oggi sono più chiari anche i rischi della ludopatia. Ora attendiamo le nuove disposizioni contenute in un nuovo decreto che prevede metodi di monitoraggio per verificare le irregolarità. I controlli saranno intensificati in tutta Italia con impiego di tutte le forze dell’ordine, di concerto con noi.

I nostri controlli si concentrano soprattutto nelle aree con più altra concentrazione di minori (vicino a scuole, chiese…). Le sanzioni sono molto pesanti (amministrative dai 5000 ai 20.000 euro + chiusura dell’esercizio dai 10 ai 30 giorni). Da fine ottobre ad oggi abbiamo riscontrato 2 casi di questo tipo.

 

Perché persistono ancora sacche di gioco d’azzardo, nonostante tutto quello che si è fatto?

 

Confrontarsi sul tema dell’offerta illegalerichiede una analisi preventiva di quanto è stato fatto a riguardo. Il prof. Ranieri Razzante (Presidente AIRA – Associazione Antiriciclaggio) è intervenuto oggi al convegno evidenziando la necessità di “distinguere tra gioco illegale perché gestito da associazioni illegali o gioco legale ma praticato in maniera illegale. L’apparato repressivo che è stato messo in atto è tra i più efficaci che si possono avere oggi.

“Credo che il gioco illegale abbia subito un duro colpo sia dall’attività delle forze dell’ordine, sia dall’apparato legislativo (soprattutto per quanto riguarda il rilascio di nuove concessioni). Sicuramente le campagne informative di Codere hanno avuto un grande riscontro per quanto riguarda la formazione del cittadino, che così ha gli strumenti per conoscere tutte le regole del gioco.

 

“I mezzi di contrasto spesso sono inadeguati. Non si può pensare di mettere un poliziotto in ogni corner di gioco, credo però che ci possa parlare di maggiore vulnerabilità nell’ambito del gioco on line, perché è lì che la criminalità tende ad insinuarsi in maniera più massiccia e anche più semplice. Così è più facile che l’illegale cerchi di diventare legale, ma con gli strumenti investigativi che abbiamo è anche più semplice scoprirli.

 

L’offerta clandestina rappresenta una attrattiva per il giocatore perché è maggiore la vincita e perchè spesso viene garantita una assoluta riservatezza. Risulta addirittura suggestivo il patto fraudolento. La bisca affascina perché è di più difficile l’individuazione.

 

 

“Finalmente il panorama normativo si sta sgombrando dai dubbi e la recentissima giurisprudenza consolida le tesi del decreto Bersani” ha incalzato il dott. Francesco Lento – Sostituto Commissario Questura Firenze- illustrando l’attività della Questura. “ Questo è importante perché crea i presupposti per la nascita del Testo Unico. Per noi è importante perché costituirebbe un riferimento necessario nello svolgimento nella nostra attività di controllo. Siamo infatti direttamente chiamati a vigilare e il nostro impegno si articola su questo fronte e su quello del rilascio delle licenze.” “Posso senza dubbio affermare che un importante sostegno ci viene dalle associazioni di categoria. Ultimamente sono sorte delle agenzie strategiche (in periferia) che vanno mappate per poter essere vigilate e su questo ci può aiutare solo un’adeguata legislazione in materia”.

 

 

“Come Codere Italia siamo in prima fila nella prevenzione della ludopatia” ha detto l’Ing. Massimo Ruta –Country Manager Codere. Abbiamo potuto contare sulla collaborazione dell’associazione ”Primo Consumo” e miriamo ad aiutare anche attraverso con supporto psicologico nel caso si manifestino i segnali di una patologia da gioco compulsivo.

 

Purtroppo quello che sfugge oggi è la misura del fenomeno e c’è molta superficialità nel trattare la fenomenologia del gioco patologico. Risultano meno di 6000 persone ad essere seguite dal Servizio Sanitario Nazionale.

 

Il gioco compulsivo è una patologia e come tale va curata, ma riconoscendone i confini reali del fenomeno.

 

A Forte Dei Marmi si è verificato un caso di chiusura di una sala giochi nel centro storico. Il Tar ha sancito la legittimità del provvedimento del Comune. Perché i comuni possono decidere. Questo può favorire le attività clandestine?

 

 

“La sentenza del Tar agevola i comuni che possono legiferare sulle autorizzazioni che essi stessi rilasciano” ha spiegato il dott. Lanto della Questura di Firenze. “E’ legittimo da parte dei comuni decidere. Ma là dove lo Stato richiama a sè la decisione, lo fa per motivi di ordine e sicurezza.

 

“Oggi grazie allo Stato e alla regolamentazione il giocatore può giocare divertendosi di più. Il giocatore è spinto verso il legale perché ha più possibilità di divertirsi, quindi lo schema proibizionistico deve essere pensato come formazione e informazione. In questo senso dovrebbero essere formati i giovani, come si fa con altri temi come la droga o l’alcol

 

“Il decreto Balduzzi ha creato un po’ di confusione” ha spiegato il prof Razzante. “Chi dice che una sala giochi in centro crea più problemi di una in periferia? Il dramma riguarda i giovani, che se vogliono, si spostano facilemente in periferia. Gli incentivi per non aprire le sale giochi (sull’esempio di Lombardia, Lazio e Toscana) sono un’assurdità, in un momento storico come questo. L’illegalità ci può essere in qualsiasi attività commerciale.

Io non credo che il criminale o il ludopata vada a giocare in centro, quindi non capisco il perché della sentenza. Si tratta di una limitazione per il decoro?”

 

 

I controlli sul territorio. Ci sono esempi di sinergia tra le forze dell’ordine?

 

 

A questa domanda risponde il Ten. Col. Della Guardia di Finanza Federico Pecoraro “Noi come GDF curiamo l’aspetto amministrativo e quello fiscale. Chiediamo supporto anche alla Polizia di Stato ma abbiamo le competenze per fare questo tipo di controlli. Ovviamente ci avvaliamo anche del supporto dell’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo è quello di raggiungere una più ampia cooperazione anche con i monopoli, ma soprattutto con il cittadino, che costituisce un valido aiuto attarvesro le segnalazioni.

 

 

“Spesso non è facile capire quali tipi di sinergia si possono instaurare tra le forze dell’ordine” ha aggiunto il dott. Francesco Lanto “Ciascuno di noi ha dei poteri di controllo simili. Nessuno può ignorare l’aspetto amministrativo. Un poliziotto non tralascia quello che trova anche dal punto di vista amministrativo e quindi lo segnalerà alla GDF.

Spesso anche a noi, in Polizia, ci capita di mettere le mani su aspetti che non sono propriamente nostri.

C’è un aspetto occasionale della sinergia. A volte i colleghi della GDF ci chiedono apertamente collaborazione, soprattutto quando c’è la possibilità di raggiungere risultati importanti. Questo è un tipo di sinergia che riguarda le investigazioni importanti come quelle che interessano la criminalità organizzata.

 

Dal 2010 Codere è attiva anche sull’online. Come si fa a controllare l’accesso da parte dei minori?

 

“Internet è una rete aperta e vive proprio per questo” ha detto l’ing. Massimo Ruta “Pensare di limitare l’attività è un lavoro improbo, ma i Monopoli ci provano e hanno disposto l’oscuramento di oltre 5000 siti.

Come fare a limitare il campo di accesso ai minori? Non è una impresa semplice , perché ogni ostacolo può essere bypassato semplicemente inserendo i dati di un genitore. Bisognerebbe fare attività di identificazione attraverso le impronte corneali, per esempio, ma è un sistema molto costoso.

 

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