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Cassazione. GrattaeVinci: vincita predeterminata a monte, non basta che il biglietto riporti la combinazione vincente

In: Cronache

29 ottobre 2015 - 07:01


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(Jamma) La Terza Sezione della Cassazione Civile ha rigettato il ricorso di un giocatore che si è visto negare una vincita di oltre 51.000 conseguita con un GrattaeVinci il cui tagliando però non risultava essere nell’elenco di quelli vincenti. “Questa Corte – scrivono i giudici- con numerose sentenze in materia di lotteria Sette e Vinci, e da cui questo collegio non intende discostarsi, ha avuto modo di precisare che la Lotteria istantanea va ricondotta nell’area normativa di cui all’art. 1935 c.c. caratterizzandosi per il fatto che la vincita non è subordinata, come nelle lotterie tradizionali, all’evento futuro e incerto dell’estrazione del numero del biglietto vincenti, ma è predeterminata a monte, prima dell’immissione dei biglietti nel circuito di vendita, attraverso l’inserimento causale, nei lotti diffusi sul mercato, dei tagliandi vincenti. Tutto ciò è ben chiarito dal regolamento di esecuzione della legge 26 marzo 1990, emesso con D.M. n. 183/1991. E’ stato anche affermato, più volte da questa Corte, che la scoperta della combinazione vincente è condizione necessaria ma non sufficiente perché il biglietto sia valido ai fini della riscossione del premio occorrendo anche che il numero sia confermato dal c.d. codice VIRN in possesso della P.A.. E che tale regolamento contrattuale sia accettato da parte di ogni giocatore al momento dell’acquisto del biglietto”. Il giocatore non solo si è visto rigettare la richiesta ma è stato anche condannato alle spese di giudizio per un totale di 9.000 euro.

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