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Casinò di Venezia. Dopo la delibera sulla privatizzazione, Caesar Entertainment esprime i primi dubbi

In: Casinò, Cronache

26 aprile 2012 - 10:45


Casinofiches

(Jamma) In Consiglio comunale a Venezia si inizia a lavorare per la privatizzazione del Casinò dopo l’approvazione della deliberà avvenuto nei giorni scorsi. Un lavoro complesso che tra le proteste dei dipendenti prevede lo scorporo dell’attuale società, controllata dal comune, in due rami: la Cvm Spa, titolare degli immobili del Casinò (slot, tavoli verdi e personale) e la Cvm Gioco, concessionaria dei servizi.

Innanzitutto la delibera dovrà essere inviata al ministero dell’Interno per avere il via libera definitivo sull’operazione. Bisognerà anche trovare l’advisor finanziario capace di dire quanto valga la casa da gioco sul mercato e quale sia la procedura migliore da seguire per l’individuazione di un socio privato. È necessario, poi, portare a termine le trattative con i sindacati sul nuovo piano industriale firmato dall’amministratore delegato Vittorio Ravà, basato su flessibilità nei giochi e riduzione del costo del lavoro e pensato per rilanciare l’attività del Casinò in fortissima crisi (-25% negli incassi).

 

Nel frattempo la Caesar Entertainment, una delle acquirenti in lizza, ha annunciato che l’investimento per entrare nella gestione del casinò di Venezia sarebbe “molto poco profittevole”.

 

I dipendenti, hanno deciso di non scioperare nella settimana tra il 25 aprile e il primo maggio. I 15 scioperi precedenti hanno portato, infatti, ad un dimezzamento delle buste paga e hanno prosciugato ancor più le casse della casa da gioco, essendo stimati in almeno 5 milioni i mancati incassi per chiusura di tavoli e slot. I sindacati, in parte ammorbiditi dalle garanzie offerte nella delibera sulla tutela dei posti di lavoro, si dichiarano, con riferimento al piano industriale, disposti a parlare di flessibilità, ma non, tuttavia, di tagli. Al termine di una riunione tra tutte le organizzazioni sindacali, si parla, inoltre, di voler percorrere le vie legali attraverso il ricorso a un referendum cittadino, che blocchi un processo di privatizzazione che ancora non convince.

Venerdì si terrà l’assemblea dei lavoratori, mentre oggi quella dei soci del Casinò, per discutere la ricapitalizzazione permessa dalla delibera (il comune ha stanziato 2,7 milioni), senza la quale la casa da gioco andrebbe in liquidazione.

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