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Casinò di Sanremo. Una svolta epocale per la sopravvivenza

In: Casinò, Cronache

16 luglio 2012 - 09:15


sanremo

(Jamma) Come Venezia, anche Sanremo sta pensando ad una svolta epocale. Per la prima volta da decenni si prospetta la possibilità che dal casinò per il 2012 non arrivi un euro al bilancio comunale nella speranza che così riesca ad autosostenersi, cioè a chiudere in pareggio i suoi conti, senza diventare un debito per Palazzo Bellevue. E nel frattempo imbastire una strategia per una ristrutturazione globale dell’azienda, un’offerta di gioco più varia ed appetibile, un taglio dei costi a cominciare da quelli per il personale.

E’ questo il percorso a cui si sta lavorando tra via Bixio, sede della Casinò Spa presieduta da Giuseppe Di Meco, e Palazzo Bellevue: da cui peraltro, fino ad oggi, non sono arrivate le risposte (valutazione politico-amministrativa sul piano di impresa, e almeno una parte delle risorse per attuarlo) attese dai vertici aziendali.

Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, come si legge su Il Secolo XIX,  l’allarme sul Casinò è tornato prepotentemente alla ribalta. La consigliera d’opposizione Daniela Cassini (Uniti per Sanremo) lo sintetizza così: «Con L’Imu al massimo, tranne che per le prime case, l’amministrazione vuole coprire un buco di bilancio di oltre 20 milioni di euro, derivante in massima parte dai mancati incassi del Casinò. Il punto è dunque sempre questo: e mettere il dito sulla piaga quindi non è volere male al Casinò, anzi! E’ un’assunzione di responsabilità che dovrebbe vedere coinvolti attivamente soprattutto gli amministratori e la maggioranza. L’azienda, che è la più grande e la migliore di Sanremo, deve essere messa in grado di invertire subito la rotta. Occorrono decisioni forti e coraggiose».

Intanto, si fanno i conti, e sono disastrosi. Il Casinò viaggia con un crollo del 23,4 per cento degli incassi rispetto al 2011 (quando chiuse l’anno a 64 milioni), quindi pare destinato ad arrivare a fine dicembre a 50 milioni scarsi, a fronte di 48-49 milioni di costi di gestione. Alla Casinò Spa, vista la crisi, l’amministrazione ha appena concesso di tenersi l’81 per cento degli introiti (poco più di 40 milioni, quindi), rispetto al precedente 66 per cento, per avvicinarsi al pareggio di esercizio. Cosa come si vede impossibile, anche contando i circa due milioni di mance che restano all’azienda. Si profila dunque un deficit d’esercizio di almeno 5 milioni, che il Comune dovrà coprire, attingendo dalla sua quota di incassi – il residuo 19 per cento, poco più di 9 milioni – con cui deve però pagare anche i 5 milioni di tasse sugli introiti dei giochi.

Così, l’idea che si sta facendo strada nella Casinò Spa è chiedere a Palazzo Bellevue di poter trattenere direttamente il 90 per cento degli incassi, arrivando al pareggio di esercizio, e lasciando al Comune giusto i 5 milioni di euro per pagare le imposte, senza dover ripianare a posteriori il bilancio della Spa. A quel punto il Casinò diventerebbe un’azienda totalmente slegata dal bilancio comunale, solo in grado di mantenersi, dando lavoro agli attuali 339 dipendenti e all’indotto (alberghi, ristoranti, commercio, taxi), ma neppure un euro a Palazzo Bellevue. E solo briciole, 250 mila euro – lo 0,5 per cento degli introiti, come stabilito dalla giunta – da destinare a gli altri Comuni della provincia, che ancora nel 2011 avevano potuto spartirsi quasi due milioni.

Ma la domanda per ora senza risposta è un’altra: cosa succederà nel 2013, se non si troverà il modo di fermare il crollo degli incassi?

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