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Bolzano. Contro l’approvazione della legge sui giochi, il sindaco Spagnolli teme una pioggia di ricorsi

In: Cronache

8 ottobre 2012 - 10:03


luigi-spagnolli
Lecco. Riscuote successo  la petizione anti-slot

 

Provincia di Bolzano: il Consiglio compatto affida ai sindaci la regolamentazione delle sale giochi e slot nei bar

 

(Jamma) La modifica alla legge provinciale appena approvata in Consiglio che darebbe ai sindaci la facoltà di rimuovere le slot dai pubblici esercizi installati al di sotto della distanza minima stabilita di 300 metri dai luoghi sensibili avrebbe nei fatti complicato ulteriormente una materia già prima indecifrabile. Lo conferma lo stesso sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli che ha spiegato come il rischio per il comune di ricevere, e perdere, una pioggia di ricorsi da parte degli esercenti sarebbe troppo alto.

Mirco Benetello, della Confesercenti, dichiara: «Nessuno sa niente, non si sa cosa aspettarsi. Questa incertezza non è degna d’un paese civile». Non succederà nulla, nessuno farà sparire le macchinette dai bar, nessuno chiuderà i locali pubblici dotati di macchinette da gioco. Lo assicurano i tecnici comunali. «Cosa succederà? Un bel niente», chiariscono all’ufficio licenze del municipio. Anche perché, garantito, appena ci si decidesse a muoversi, intimando di rimuovere le slot da un bar, scatterebbe il ricorso «e qualsiasi giudice darebbe ragione al barista». Conferma il sindaco Luigi Spagnolli: «Mi attivo se serve a qualcosa ma, ogni volta che c’è in gioco un interesse economico, scatta il ricorso e il municipio perde. Non serve a nulla, quindi non mi attivo solo per fare bella figura». Dopo che, due anni or sono, il consiglio provinciale aveva approvato la legge, poi impugnata dal governo Berlusconi e in seguito dichiarata legittima dalla Consulta, nella pratica non è cambiato poi molto. Anzi, le sale giochi hanno continuato a proliferare, a Bolzano come altrove. Autorizzazioni concesse prima dell’entrata in vigore, o nel corso del periodo di vacatio legis fra ricorso e suo esito. Dunque, si sono potute aprire nuove sale giochi vicine a luoghi sensibili, anche se la legge dei 300 metri ora è in vigore. In più rimane il problema, irrisolto, delle macchinette nei bar. Una infinità. La politica provinciale se n’è resa conto e, oltre a due mozioni per spingere in primis la giunta provinciale alla conta precisa delle slot e in secondo luogo il governo a intraprendere strade serie per la prevenzione e la seria regolamentazione del settore, il Consiglio ha approvato una interpretazione autentica, ossia una modifica alla normativa sui pubblici esercizi. Perché la legge del 2010, per dirla in parole spicce, spiegava ciò che non si poteva fare, senza però dire chi fosse responsabile di far rispettare le restrizioni, nonché dei controlli e delle sanzioni. Ora, responsabile è il Comune. Come recita un comunicato stampa del Consiglio, il tutto si è reso necessario per dare ai sindaci la possibilità di agire senza paura di vedere contestati i loro interventi. In modo criptico, si precisa: «Con questa norma potranno invitare a togliere le slot machine installate in luoghi sensibili, pena determinate sanzioni». Ma nessun barista, qualora semplicemente “invitato” a togliere le macchinette, si adeguerà. Qualora fosse invece costretto, prima di tutto farebbe ricorso al Tar, bloccando la rimozione. E poi, molto probabilmente, finirebbe pure con l’aver ragione. Insomma, s’è capito: per ora niente rimozione di slot già installate.

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