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AGCAI. Boom di presenze anche a Milano.  Legge regionale, ludopatia e  addizionale tra i temi trattati

In: Cronache

14 maggio 2015 - 11:05


AGCAI

(Jamma) Prosegue a spron battuto l’operato dell’A.g.c.a.i. che, con i vari incontri organizzati sull’intero territorio nazionale, sta incrementando l’attività di supporto e di informazione in favore degli operatori del settore presenti in gran numero anche all’ultima riunione tenutasi nella giornata di ieri a Milano.

“La scelta del capoluogo lombardo quale sede del meeting- fa sapere l’associazione-  è stata fortemente voluta dal Presidente dell’Associazione in considerazione delle importanti novità introdotte con la Legge Regionale n. 11 del 06 Maggio 2015 e dei numerosi provvedimenti restrittivi degli orari di funzionamento delle Slot – Machines adottati da diversi comuni della Lombardia.

Ai gestori presenti sono state illustrate, nel dettaglio, le novità apportate dalla Legge Regionale di recente adozione e i consigli da apportare affinchè non avvenga una riduzione automatica del numero di Awp in circolazione nei luoghi sensibili : è stato spiegato come, con in virtù della nuova normativa, i titolari o gestori di locali aventi licenza ex art. 86 Tulps ma ubicati in area sensibile (cioè locali non rispettanti la distanza minima dai luoghi sensibili prevista dalla Legge Regionale n. 8/2013) non potranno trasferire la titolarità o la gestione dell’esercizio ad altro soggetto in quanto Il cambio di titolarità o gestione non consentirà  al nuovo intestatario l’ottenimento della necessaria autorizzazione; lo stesso effetto si avrà nell’ipotesi di rinnovo del contratto stipulato tra esercente e concessionario per l’utilizzo degli apparecchi o nell’ipotesi di stipulazione di un nuovo contratto con un differente concessionario.

A tal fine, la Legge Regionale ha introdotto l’obbligo di indicare su ogni Slot, in maniera chiaramente leggibile, la data del collegamento alla rete telematiche e la data di scadenza del contratto stipulato tra esercente e concessionario per l’utilizzo degli apparecchi,

In virtù delle descritte prescrizioni legislative, nei locali ubicati in area sensibile, sarà consentito solo sostituire i congegni attualmente in uso per ragioni di manutenzione o obsolescenza. In tutte le altre ipotesi verrà meno la possibilità di continuare ad avere le Slot installate.

In tema di ludopatia, è stato fatto presente ai gestori come l’A.g.c.a.i. si stia adoperando su tutti i fronti per far recepire le proprie proposte dirette a contenere e, possibilmente, eliminare il fenomeno patologico avviando, in tale direzione, un dialogo con le rappresentanze politiche del governo centrale e locale al fine di concertare soluzioni necessarie ad arginare la situazione. Oltre al convegno in programma nelle prossime settimane a Milano a cui sono stati invitati i maggiori esponenti politici del settore tra cui l’onorevole Roberto Maroni (presidente della regione Lombardia), la dott.ssa Beccalossi (Assessore Reg. Lombardia), il sindaco di Milano Giuliano Pisapia nonché tutti i sindaci dei capoluoghi di provincia lombardi e dell’hinterland milanese.

L’A.g.c.a.i. chiederà un’audizione all’Assessore della Regione Piemonte, dott. Antonio Saitta, al fine di illustrare le proprie iniziative in vista dell’imminente presentazione, anche per la regione Piemonte, di una  proposta di legge in materia di patologia da gioco.

Infine, relativamente all’argomento sempre di attualità dell’addizionale prevista dalla Legge di Stabilità 2015, il Presidente ha ribadito la volontà dell’Associazione di giungere ad una ripartizione dell’addizionale in misura proporzionale alla reale redditività degli apparecchi (ottenendo così le seguenti percentuali di contribuzione: circa 80% Vlt – circa 20% Awp) per ottenere un pagamento equo e sostenibile per tutti gli operatori.

Alla conclusione dell’incontro, gli operatori presenti hanno manifestato espressamente il proprio consenso per l’operato dell’A.g.c.a.i. invitando il Presidente a continuare la battaglia intrapresa su tutti i fronti per difendere a denti stretti i diritti e gli interessi di tutti i gestori d’Italia e non a compattare il settore con un modello industriale condiviso solo per  pochi operatori.

 

 

 

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