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Vittorio Veneto. Pressioni su Zaia per aprire un casinò a Villa Papadopoli

In: Casinò

23 agosto 2012 - 09:44


venetoVillaPapadopoli

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(Jamma) Gli investitori georgiani tornano alla carica. Confermano l’interesse per acquisire Villa Papadopoli a Vittorio Veneto e trasformarla in un casinò. «Siamo pronti a mettere sul piatto 50 milioni di euro e ribadiamo la disponibilità a dirottare il 40% degli utili alle casse comunali», fanno sapere attraverso l’immobiliarista vittoriese Roberto Camerin. Già l’anno scorso il gruppo imprenditoriale straniero si è affacciato in piazza del Popolo, ma la risposta è stata negativa. Il sindaco Gianantonio Da Re ha verificato la possibilità di ottenere da Venezia una convenzione per aprire un micro casinò anche in città ma con la crisi di cui soffre la casa veneziana la risposta è stata negativa. Il gruppo georgiano, infatti, dopo aver visionato il territorio del mandamento vittoriese ha dimostrato tutto il suo interesse anche per gli ambienti dei laghi della vallata e della Val Lapisina, nonché lo stesso altopiano del Cansiglio.

C’è, tuttavia, un fatto nuovo, dei giorni scorsi. Luca Zaia ha dettato la linea dello sviluppo futuro del Veneto: basta cemento, è più saggio riutilizzare i contenitori che ci sono, fra l’altro salvaguardando. «Sembra quasi che il governatore del Veneto abbia parlato pensando a Vittorio Veneto», commenta Camerin, dicendo di condividere «in pieno» il pensiero – «e spero anche l’azione» – del governatore. In città sono chiusi, in attesa di alienazione e futura destinazione, non solo Villa Papadopoli, ma anche Italcementi, l’ex Colussi, l’ex Mafil, il Bacologico (di proprietà della regione), due siti di Italcementi, a Sant’Andrea e a Serravalle. Interviene, a questo punto, l’ex sindaco Giancarlo Scottà, oggi europarlamentare. «Se ci sono investitori che si fanno avanti, lanciamo loro i tappeti rossi. Nessun altro, oggi da noi e in Italia, ha infatti le risorse per investimenti così poderosi». In questo caso, tuttavia, c’è un passaggio delicato, quello della licenza di casinò. «Solo Zaia ha l’autorità per strapparla a Venezia, ovviamente nell’ambito di una puntuale cooperazione», osserva Camerin; «non perda questa opportunità». Il gruppo imprenditoriale georgiano, infatti, potrebbe essere tentato di orientarsi altrove. Anche l’europarlamentare Scottà si affianca a Camerin per sollecitare il presidente della Regione «almeno a verificare se è possibile riaprire fattivamente il discorso con questi imprenditori». Anche questo progetto, infatti rientra – secondo l’autorevole esponente leghista – nella nuova e condivisibile filosofia del governatore veneto. Dal canto suo anche il senatore del Pdl, Maurizio Castro, insiste per un «nuovo rinascimento» della città, in vista del centenario della fine della prima guerra mondiale, ed il riscatto di Villa Papadopoli rientra in questa prospettiva.

 

 

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