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Val d’Aosta. Perron ( Ass. Bilancio Regione) : “Il Casinò negli ultimi anni ha registrato bilanci “non normali”, confidiamo nei nuovi investimenti”

In: Casinò

23 ottobre 2014 - 10:27


saint vincent

(Jamma) In apertura della seduta di giovedì 23 ottobre 2014, l’Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, Ego Perron, ha presentato al Consiglio regionale la relazione annuale 2013 sull’andamento della gestione della Casinò de la Vallée, la società per azioni che gestisce il Saint-Vincent Resort & Casinò e ha illustrato l’atto di rafforzamento finanziario del Resort & Casinò di Saint-Vincent.
«Come negli anni precedenti, a fronte di un andamento positivo del risultato economico della Casa da gioco (+ 684 mila euro), i Servizi alberghieri hanno registrato una perdita di circa 8.2 milioni di euro, causati principalmente dalla ridotta attività conseguente ai lavori previsti dal Piano di sviluppo – ha detto l’Assessore Perron -. Il bilancio 2013, chiuso con una perdita globale di 21 milioni di euro, non è quindi un bilancio “normale” e, come per il 2012, la perdita era stata prevista nei piani aziendali, ma il risultato è stato peggiorato dal perdurare della crisi economica nazionale. L’impatto maggiore lo hanno generato gli stralci relativi all’eliminazione di impianti obsoleti dell’hotel non più a norma per 9.1 milioni di euro, fattore straordinario esaurito che non si ripeterà più nei prossimi esercizi. Va rilevato che i lavori intrapresi, con rapidità e decisione, rappresentano di fatto l’unica garanzia vera per il futuro della società altrimenti destinata alla dismissione e alla chiusura. Ci vorrà il tempo necessario affinché le strutture realizzate comincino a produrre utili. Preciso inoltre che il management della Casinò de la Vallée, preso atto del livello di caduta dei consumi, ha immediatamente posto in essere un’attività di spending review che ha portato ad una riduzione dei costi più significativi pari al 6,79%, generando un risparmio nell’ultimo biennio di 7 milioni di euro. Il costo del personale – 782 unità, di cui 630 alla Casa da gioco e 152 nei Servizi alberghieri – oggetto dal luglio 2013 di una complessa trattativa sindacale, è diminuito meno delle previsioni, per 1,84% (1 milione di euro). Rimane la necessità di riprendere il confronto a livello sindacale, in un clima più positivo, per poter raggiungere gli obiettivi di riorganizzazione del lavoro e riduzioni dei costi operativi.»
Soffermandosi sull’andamento 2014, l’Assessore ha riferito che «quest’anno rappresenta il primo in cui la Casa da gioco si presenta, dopo un lungo periodo durato oltre 30 anni, con una struttura totalmente rinnovata. Purtroppo la crisi economica e dei consumi ha raggiunto livelli impensabili alla quale si sommano le disposizioni sull’utilizzo del denaro contante alla cifra di mille euro e il costante proliferare del gioco d’azzardo pubblico. La tendenza nel breve periodo, riguardo al mercato italiano, non potrà che rimanere negativa, ma le nuove strutture e gli standard qualitativi faciliteranno la ricerca di clientela con più elevata capacità di spesa e soprattutto consentiranno di acquisire flussi dall’estero. Alla data del 30 settembre 2014, il fatturato della società registra una crescita dello 0,81% (+417.857 euro): l’unità alberghiera produce un maggior fatturato per 1.7 milioni (budget e clientela sono superiori a quelli del 2010, ultimo anno a pieno regime), mentre la Casa da gioco registra un rallentamento pari a 1.2 milioni di euro, anche se bisogna rimarcare che dalla fine dei lavori il trend è tornato in positivo, infatti si è passati da un andamento di costante decrescita dei fatturati (con una punta massima del – 20% a giugno 2013) ad una situazione di sostanziale pareggio (con un miglioramento del 14% circa). In aumento la clientela di prestigio portando il fatturato dei giochi tradizionali (chemin de fer, roulette e fair, trente et quarante) a crescere del 22%, ossia + 2 milioni di euro. I giochi destinati invece alla clientela meno bassa subiscono sempre più la crisi e bisognerà studiare strategie alternative per invertire la tendenza. Rimane il fatto che il mercato di gioco, anche quello di Stato, rimane debole e, alla fine del periodo estivo, il fatturato delle case da gioco italiane registrava una contrazione superiore al 2%: Saint-Vincent meno 0,77%, Sanremo meno 1,03%, Campione meno 1,25%, Venezia meno 4,29%. Purtroppo la forte conflittualità interna al Casinò della primavera scorsa ha peggiorato la situazione: le diverse giornate di astensione dal lavoro per sciopero e assemblea (15 giorni totali di chiusura delle sale) hanno prodotto minori introiti che possono essere valutati in una forbice che va dai 2 ai 3 milioni di euro.»
L’Assessore Perron ha poi evidenziato che «sono stati predisposti il nuovo piano industriale per il triennio 2014-2016 e un nuovo budget per il quinquennio che dovrebbe garantire un ritorno alla marginalità positiva già a partire dal 2015 e al risultato positivo del conto economico dal 2016. Nel breve periodo ci sono però due aspetti sui quali occorrerà concentrare gli sforzi: il primo riguarda lo sviluppo delle attività di marketing, il secondo la riorganizzazione del personale e il contenimento dei costi.»
L’Assessore ha riferito poi sull’impegno assunto in Consiglio di approfondire le politiche gestionali dell’azienda: «Dalle verifiche effettuate, si può evidenziare che i comportamenti tenuti siano coerenti con gli obiettivi posti dalla legge, dallo statuto e da quanto stabilito dai soci. La conduzione della Casa da gioco e il comportamento tenuto durante i lavori di ristrutturazione della Casa da gioco sono risultati tempestivi e in linea con la programmazione. Credo che l’organo amministrativo e quello di controllo abbiano adempiuto con puntualità e con attenzione agli obblighi di legge e agli imput della proprietà, formulando bilanci chiari e mettendo in atto azioni concrete. Il dato negativo del risultato patrimoniale della società ha cause molteplici, anche riconducibili alla gestione, ma non a comportamenti illegittimi dell’amministratore o dei  controllori.»
Parlando della ricapitalizzazione della Casinò de la Vallée, l’Assessore ha spiegato che «il capitale sociale è sceso sotto il terzo e bisogna operare, da una parte, per ragioni civilistiche alla copertura delle perdita di periodo (8 milioni 791 mila euro) unitamente alle perdite accumulate negli ultimi due anni (18 milioni nel 2012 e 21 milioni nel 2013), mentre dall’altra bisogna procedere, per un rilancio della Casa da gioco, alla ricostituzione del capitale sociale ad un importo tale da garantire l’ordinaria attività aziendale. Certamente il rafforzamento finanziario rappresenta un passaggio fondamentale perché garantisce in prospettiva maggiore liquidità (meno interessi e rate per i mutui), ricostruisce a livelli adeguati il patrimonio netto rispetto all’indebitamento, ma deve essere anche accompagnato da un risanamento dell’operatività.»

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