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Sanremo. Nel nuovo piano d’impresa del casinò previsti tagli per 5 milioni di euro

In: Casinò

18 ottobre 2012 - 11:33


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(Jamma) Risparmi per cinque milioni su personale, organizzazione del lavoro e appalti vari, come manovra per «mettere in sicurezza l’azienda» evitando di dover ricorrere a misure più drastiche, cioè a un contratto di solidarietà – comunque da discutere e concordare con i sindacati – che tagli del 20 o 30 per cento lo stipendio di tutti i dipendenti. Come ha già fatto il casinò di Campione, dopo aver dichiarato 210 esuberi nell’organico.

E’ questo il “succo” del nuovo piano di impresa della Casinò Spa anticipato ieri in un incontro in Comune, prima di essere trasmesso ufficialmente all’amministrazione. Il Cda guidato dal presidente Giuseppe Di Meco, il management e i “quadri” del settore amministrativo e contabile hanno lavorato intensamente, nelle ultime settimane, per aggiornare il piano chiamato a tirare fuori la casa da gioco dall’attuale crisi: con un severo contenimento dei costi, ma anche con alcuni interventi di rilancio, per i quali bisogna però trovare le risorse, attraverso una ricapitalizzazione della Casinò Spa da parte del Comune.

Oggi i costi di gestione del Casinò sono stati già ridotti a 45,5 milioni di euro annui, secondo l’ultima previsione, a fronte di incassi stimati, nel 2012, in 49,6 milioni, da cui bisogna però togliere la quota destinata al Comune. L’obiettivo per i prossimi due anni è far scendere le spese a circa 40 milioni, prevedendo che nel 2013 la casa da gioco possa solo frenare la crisi – oggi il calo degli introiti rispetto al 2011 è circa del 21 per cento –, attestandosi magari su un incasso di 44 milioni. Portando al 90 per cento la quota che resta alla Spa, al Comune resterebbero solo i soldi per pagare l’imposta del 10 per cento sugli incassi, e la società chiuderebbe in pareggio. In altre parole: non darebbe più un euro a Palazzo Bellevue e al resto della provincia, ma almeno non drenerebbe più risorse dal bilancio comunale, come avvenuto negli ultimi anni per i ripianamenti dei deficit gestionali e le ricapitalizzazioni.

Tra le misure eccezionali contenute nel piano, spicca lo slittamento dell’apertura delle sale da gioco dalle attuali 14.30 alle 19 dal lunedì al giovedì, per concentrare le risorse umane – compresi gli interinali assunti a giornata – dal venerdì alla domenica, quando spesso non si riesce a far funzionare un numero sufficiente di tavoli. Viene insomma applicata quella «flessibilità del lavoro» inserita nel nuovo contratto collettivo. Altre economie deriveranno dall’esodo incentivato dei dipendenti più anziani, sempre per ridurre la voce che oggi più pesa sul bilancio della Casinò Spa: i 27,5 milioni di euro annui per il personale (335 dipendenti); ma anche da una più oculata gestione degli appalti dei servizi, e dal nuovo affidamento di bar e ristoranti interni, su cui si conta di risparmiare 1,3 milioni.

Il presidente Di Meco si presenterà con questo pacchetto di proposte al “tavolo di crisi” convocato dal prefetto di Imperia Fiamma Spena per il 30 ottobre, proprio per affrontare la gravità di un’emergenza che rischia di avere ripercussioni sociali.



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