Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Giornata di sciopero e manifestazione al Casinò di Venezia

In: Casinò

19 marzo 2012 - 10:02


casino-venezia

(Jamma) Uno sciopero di 24 ore, dalle 6 di questa mattina alla stessa ora di domani, è già stato avviato. Altri potrebbero essere decisi nelle prossime ore alla Casa da gioco veneziana. Di sicuro i lavoratori questo pomeriggio dalle 13.30 saranno sotto le finestre di Ca’ Farsetti dove si riunisce il Consiglio comunale. All’ordine del giorno le comunicazioni del sindaco Giorgio Orsoni ai partiti sulla situazione della Casinò Spa. L’intervento del sindaco è stato concordato con i capigruppi dei partiti. Di solito, fanno sapere alcuni consiglieri, dopo le comunicazioni del primo cittadino non sono previste repliche ma stavolta, nella conferenza dei capigruppo, si sarebbe concordata la possibilità per i partiti di intervenire dopo Orsoni. E l’opposizione chiederà di sentire anche la viva voce dei lavoratori del Casinò.

 

Claudio Borghello, capogruppo del Pd in Comune spiega che “il sindaco nell’ultima riunione di maggioranza ci ha assicurato che si sta guardando a 360 gradi per il rilancio della Casa da gioco. E’ arrivato il parere dell’Avvocatura dello Stato al Ministero degli Interni sull’ipotesi di subconcessione. E’ possibile, dice l’Avvocatura, con un meccanismo simile alle concessioni autostradali, per 30 anni, e con una gara doppia per la subconcessione e per la gestione mentre la parte immobiliare resta in capo al Comune. Insomma, si può fare. Oggi, in Consiglio comunale del Casinò parlerà il sindaco con delle comunicazioni. Non si vota la privatizzazione, ci vorrà ancora del tempo”, avverte Borghello che poi precisa che la maggioranza ha chiesto ad Orsoni di “riprendere in mano il percorso della trattativa con i sindacati. Gli abbiamo detto: abbiamo votato te, non Ravà – dice – caro sindaco, prendi in mano tu il confronto e assicura che sia vero. E lunedì in Consiglio staremo su questa posizione». Per la privatizzazione non è ancora deciso, bisogna attendere le indicazioni del Ministero delle Finanze, avverte. E la scelta, ribadisce, deriva «dal dover garantire al Comune introiti certi dal Casinò”.

I sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil, Snalc, Ugl Rlc rappresentano i circa 700 dipendenti diretti e i 400 dell’indotto. Chiedono a più riprese che la politica veneziana, prima di vendere il Casinò, tenti un vero rilancio, dopo un inizio 2012 con già 5 milioni di perdite. Via l’attuale dirigenza della Casa da gioco, dicono. Ed è meglio non vendere, dicono.

Oggi sciopereranno e andranno in Comune a protestare. Borghello fa il duro: «Se poi il sindaco alla trattativa non crede, lui rompe il mandato». Critici sindacati e lavoratori anche sul«buco» del bilancio comunale. 250 milioni che mancano, ricorda Saverio Centenaro (Pdl) per effetto della riduzione degli introiti del Casinò e dello stop alla Legge speciale. Lui, dice, voterà no alla privatizzazione. Possibilista invece l’Udc con Simone Venturini. Contrario Renato Boraso (Gruppo Misto): «E’ bene che il sindaco parli chiaro, non dica ipocritamente di non aver deciso niente ma spieghi cosa intende fare. E il bando garantisca clausole di tutela del personale».

Bonzio (Fds) stronca Ravà: «Avevo approvato la sobrietà dopo il suo arrivo ma è diventata depressione scientifica del Casinò». Scarpa dice: «Piuttosto di perdere anche il Casinò meglio andare tutti a casa e far arrivare il commissario». Intervengono anche Funari e Giordani. E la Lega Nord con Alessandro Vianello: «Altrove i Casinò fruttano. A Venezia qualcosa non ha funzionato e la colpa è da cercarsi nelle scelte politiche di chi indicava la dirigenza della Casa da Gioco».

 

Commenta su Facebook


Realizzazione sito