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Francia. Il senatore François Trucy chiede riduzione imposte sui casinò: “Crisi causata dalla concorrenza dei concessionari di gioco online”

In: Casinò

25 giugno 2014 - 08:58


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(Jamma) Il senatore François Trucy, relatore di numerose indagini sul mercato gioco d’azzardo a partire dagli anni 2000, ha dichiarato: “le gravi distorsioni della concorrenza” ad opera di operatori come la Française des Jeux e il concessionario di scommesse PMU (Pari Mutuel Urbain) .
Il settore dei Casinò in Francia sta registrando dal 2007 un forte calo dei ricavi, con una tassazione “particolarmente pesante”, e un “regolamentazione ricca e complessa.” In questi casinò lavorano 15.500 persone, anno dopo anno ed entrano miliardi di euro nelle casse dello Stato, di cui il 15% va ai comuni. Nel suo documento, inviato al Primo Ministro e ai Ministri degli Interni e del Bilancio, il senatore scrive che il fatturato dei casinò è sceso del 25% tra il 2007 e il 2013.
Nel primo semestre dell’anno fiscale 2013-2014 (1 novembre 2013 al 30 aprile 2014), il calo delle entrate al lordo delle imposte per i 198 casinò francesi è sceso del 4,2%.
François Trucy sostiene che la “crisi” che stanno vivondo i casinò è dovuta al “grande successo” dei due operatori storici del paese: la Française des Jeux e PMU – che ha ampliato le loro attività dal 2010 con l’apertura al mercato dei giochi online.Trucy ha citato anche i “vincoli normativi totalmente differenti ” per gli operatori, compreso il controllo dell’accesso al gioco da parte dei minori e il gioco d’azzardo illegale, e la concorrenza dei siti illegali di gioco d’azzardo, che offrono giochi da casinò online.

Il senatore ha detto alla Française des Jeux e alla PMU risulta impossibile garantire questi controlli presso i 40.000 punti vendita, creando “significative distorsioni della concorrenza tra operatori”. Ha osservato che i casinò si trovano a subire la concorrenza di siti online che offrono giochi da casinò illegali come roulette e blackjack, che non sono consentiti in Francia.
Trucy chiesto uno sgravio fiscale per i casinò e denuncia i ritardi “eccessivi” dell’amministrazione nell’approvare nuovi giochi nei casinò. Ci sono voluti, per esempio, circa due anni prima di consentire l’ingresso del poker Texas Hold’em nei casinò.
Infine chiede “particolare attenzione” da parte del comitato consultivo del gioco al fine di garantire “più flessibilità” nella gestione delle risorse umane. Per il senatore le norme attuali sono “pesanti, restrittive, costose e poco adatte alla situazione economica dei casinò.”

 

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