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È l’INPS la cassa di riferimento per i dipendenti di case da gioco, sale di scommesse e sale giochi

In: Casinò

3 settembre 2015 - 16:20


salasloblu

(Jamma) – A seguito di un accertamento ispettivo conclusosi con la contestazione dei contributi versati per i dipendenti e la iscrizione alla relativa cassa di pertinenza, un gestore di Sala Giochi è ricorso in tribunale. I giudici hanno affermato: «nel merito, appare opportuno, prima di ogni ulteriore valutazione degli elementi di fatto risultanti dagli atti del giudizio, verificare il dato normativo di riferimento che viene richiamato da entrambe le parti del giudizio. L’art. 3, comma 2, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708 – contenente disposizioni concernenti l’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS) – , come sostituito dall’art. 43, comma 2 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, ha deferito al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il potere di adeguare con decreto le categorie dei soggetti assicurati obbligatoriamente presso tale Ente; tale adeguamento è stato realizzato con il D.M. 15 marzo 2005 che, al numero 19, fa riferimento agli “impiegati e operai dipendenti dalle case da gioco, sale scommesse, sale giochi, ippodromi, scuderie di cavalli da corsa e cinodromi, prestatori d’opera addetti ai totalizzatori o alla ricezione delle scommesse, presso gli ippodromi e cinodromi, nonché presso le sale da corsa e le agenzie ippiche”. Sulla problematica insorta con riferimento all’iscrizione all’ENPALS per i lavoratori dipendenti dalle case da gioco, sale scommesse e sale giochi è poi intervenuta la Circolare INPS n. 66/2010 del 18.05.2010, che richiama la precisazione fornita dal Ministero in risposta all’interpello n. 21/2007, in base alla quale, a far tempo dal 22 aprile 2005, data di entrata in vigore del predetto Decreto Ministeriale, “i lavoratori che prestano attività lavorativa, in qualità di impiegati e operai dipendenti dalle case da gioco e dalle sale di scommesse, devono, ai fini previdenziali, essere obbligatoriamente iscritti presso l’ENPALS, sempre che l’attività delle sale da gioco e delle (sale, n.dr.) di scommesse sia esercitata in modo esclusivo dal datore di lavoro”. La suddetta Circolare INPS ha, di conseguenza, fornito ulteriori precisazioni, ritenendo che: “Il suddetto assunto è estensibile, per analogia, alle sale giochi. Qualora l’attività abbia carattere promiscuo, situazione che nel settore è abbastanza frequente, tenuto conto che soprattutto le case da gioco e le sale giochi sono spesso all’interno o annesse ai pubblici esercizi, si dovrà valutare se tali attività presentino o meno il carattere dell ‘autonomia. Nel caso in cui non vi sia autonomia dell’attività della casa da gioco o della sala giochi rispetto a quella del pubblico esercizio e qualora il datore di lavoro utilizzi promiscuamente i propri dipendenti per l’esercizio di entrambe le attività, gli stessi, in quanto dipendenti da imprese classificate ai fini previdenziali nel settore terziario, continueranno a essere assicurati anche ai fini previdenzialì presso l’INPS. Per le case da gioco, sale di scommesse e sale giochi si conferma l’inquadramento nel settore “terziario” ai fini del versamento all’Istituto delle contribuzioni minori per i dipendenti, anche se soggetti al regime previdenziale ENPALS. Nei casi in cui i datori di lavoro abbiano provveduto, erroneamente, a versare la contribuzione pensionìstica all’ENPALS per i propri dipendenti che, invece, devono continuare ad essere assicurati all’INPS, le Sedi dovranno invitare l’ENP ALS e i predetti datori di lavoro a chiedere il trasferimento della contribuzione all ‘Istituto in applicazione dell’art. 116, c. 20, della citata legge n. 388/2000. Eventuali note di rettifica attive emesse per il recupero della suddetta contribuzione dovranno essere tenute in sospeso fino alla definizione del predetto trasferimento”. In definitiva, in base al dato nonnativo e regolamentare sopra richiamato, emerge che, in considerazione del fatto che spesso le sale giochi si trovano all’interno di stessi locali dove viene esercitata anche attività di pubblici esercizi o sono a questi annesse, non sempre le attività delle sale giochi sono esercitate in maniera tale da dover automaticamente far assicurare i lavoratori dipendenti all’Enpals; per cui è stato previsto che nel caso in cui l’attività delle sale giochi abbia carattere promiscuo (e non vi sia autonomia tra tale attività rispetto a quella del pubblico esercizio) i lavoratori utilizzati promiscuamente in entrambe le attività continueranno a essere assicurati presso l’INPS sia ai fini previdenziali che ai fini delle contribuzioni minori; mentre in caso contrario, saranno assicurati ai fini previdenziali presso l’ENPALS ed ai soli fini delle assicurazioni minori presso l’INPS».

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