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Crisi case da gioco. Continua lo scontro tra Ugl Terziario e Federgioco

In: Casinò

20 agosto 2012 - 09:23


tavolo_casinò

(Jamma) Sale la tensione tra l’Ugl Terziario  dopo il vertice romano e Luca Frigerio,  presidente   di Federgioco, il viceministro al lavoro, i parlamentari della Valle d’Aosta e una delegazione sindacale composta da un rappresentante del Savt e uno dello Snalc. Dopo il duro attacco della Cgil anche l’Ugl Terziario si è sentita estromessa e denuncia l’accaduto con un duro documento del Coordinatore nazionale case da gioco il sanremese Roberto Spina.

Nella nota  indirizzata al presidente attacca: “Mentre la crisi economica non allenta le proprie tenaglie ciò che è avvenuto con la riunione/incontro di Roma  tra Luca Frigerio, presidente della Federgioco e amministratore unico del Casinò di Saint-Vincent e il vice ministro al Welfare Michel Martone (a cui hanno partecipato anche i rappresentanti di Snalc e Savt e i parlamentari valdostani) ha provocato uno strappo con le parti sociali più rappresentative tra cui  l’Ugl . Quanto avvenuto non può ,dopo una attenta riflessione, che portare all’ ufficializzazione di una chiara linea privilegiata da parte di Federgioco con alcuni sindacati con l’unico effetto di creare maggiore confusione e di questo la scrivente non potrà non  tenerne conto.

Ciò che è avvenuto nei giorni scorsi è un episodio molto grave   che non esitiamo a dire scellerato che alimenta la divisione sindacale lacera profondamente i rapporti con la nostra organizzazione sindacale e riporta in auge ,come evidenziato  anche da altra organizzazione sindacale,   in auge rapporti privilegiati con due sindacati che pensavamo abbandonati.   Se la situazione è questa come non pensare a quello che dice    un ‘saggio’ politico  “a pensare male si fa peccato,ma spesso si ci azzecca?”.

Riteniamo francamente sconcertanti le giustificazioni “le altre OO.SS. avevano tanti e tali  inderogabili impegni da non poter essere presenti a Roma” da parte del  presidente della Commissione relazioni industriali dell’Associazione che raccoglie e rappresenta i quattro casinò, Rodolfo Buat, sull’assenza delle altre sigle sindacali ‘una pezza troppo piccola per coprire il buco’.

La riprova? E’ stata la precisa giustificazione che abbiamo riportato, ritenuta dalla scrivente negativa, perché non hanno il pregio, almeno su questo punto, idee chiare e distinte o almeno non rilevano una tendenziale volontà di uniformità nelle relazioni con le parti sociali. Non si può un giorno  esprimere pubblicamente ‘apprezzamento per la disponibilità al confronto che è emersa in tutte le riunioni tra OO.SS. e Federgioco  per poi  escludere il nostro sindacato  da un incontro importante e delicato come quello tenutosi a Roma .

Da parte di chi non ricorda che le bugie hanno sempre le gambe corte e non dice chiaramente che la nostra organizzazione sindacale ,già presente quel giorno a  Roma per il Coordinamento nazionale non è stata contattata e tantomeno informata e ciò,nonostante poi sia stata l’unica a prendere posizione di sostegno alla questione.

Egregio sig. Presidente  diciamo che tutto ciò rende ancor più inspiegabile la mancanza di un’immagine di efficienza ma , nonostante tutto,  ci piace pensare che  tutto sia dovuto e da  ritenere come  di una mera dimenticanza   perché se così non fosse si tratterebbe di  un ‘gesto miope di belligeranza’.

Da tempo chiediamo  che le relazioni sindacali ,specialmente con la grave crisi che ha colpito le case da gioco italiane, avessero un rapporto migliore tra le parti in causa ma,evidentemente, non si è voluto tenerne conto e ne prendiamo ufficialmente atto”.

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