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Continua lo sciopero al casinò di Venezia. Per il sindaco Orsoni, quella dei dipendenti è una scelta suicida

In: Casinò

23 marzo 2012 - 12:22


casino-venezia

(Jamma) Perdita stimata, circa due milioni e mezzo di euro per una settimana di chiusura. Così la sette giorni di sciopero proclamata dai dipendenti potrebbe mettere in ginocchio la Casa da Gioco.

«Mi pare un atteggiamento suicida. In questo modo si fa male all’azienda, ma soprattutto si allontana la clientela. Il danno rischia dunque di essere davvero molto grave» ha spiegato Giorgio Orsoni sindaco del comune di Venezia.

«Incontrerò i sindacati confederali lunedì», dice il sindaco, in partenza per Copenaghen, dove sarà fino a venerdì a un convegno dell’Aiccre, associazione tra i comuni italiani di cui è vicepresidente «come già annunciato in Consiglio comunale». Basterà ai lavoratori, infuriati per la decisione del Comune di vendere? «Non lo so, ma la situazione è questa. Noi abbiamo il dovere di salvare il Casinò». Il sindaco non incontrerà i sindacati interni? «La trattativa è chiusa, non l’ho fatto l’altro giorno, mai più posso farlo con quello che è successo».

Si aspetta, dunque. Per vedere la «tenuta» dei sindacati di fronte a uno sciopero senza precedenti. Ma anche per capire se si potrà aprire qualche spiraglio sulla trattativa. Situazione difficile. Perché i lavoratori chiedono le dimissioni di Vittorio Ravà, l’amministratore delegato voluto da Orsoni sotto il cui governo il Casinò ha registrato un crollo consistente. Ma il sindaco difende Ravà ed è intenzionato ad andare avanti.

La base è l’incarico commissionato qualche mese fa dal sindaco allo studio legale milanese Bonelli Erede Pappalardo per affidare con gara internazionale in concessione il servizio e trasferire ai privati la gestione della Casa da Gioco. Sarà creata una società apposita per i giochi, mentre la Casinò municipale Venezia manterrà la proprietà degli immobili di Ca’ Vendramin e del Casinò del Lido. Verrebbero accorpate tutte le società partecipate della Casinò spa (Venezia Marketing Eventi, palazzo Grassi spa al 20 per cento, Vittoriosa Gaming, la società di Malta al 40 per cento, Ranch, proprietaria dell’immobile di Ca’ Noghera, Marco Polo srl).

«E’ l’unica strada per salvare la società, e con essa il bilancio del Comune e i servizi ai cittadini – insiste Orsoni – Hanno avuto tempo mesi per trattare, hanno rifiutato le proposte. Adesso andiamo avanti». La proposta alternativa era quella di studiare una forma diversa di contrattazione (contratti di solidarietà) per ridurre le spese del personale, oggi a circa 50 milioni di euro. Ma la trattativa è fallita. «La decisione è presa», conferma il sindaco, «con la nuova società comunque i livelli occupazionali saranno garantiti ma diminuiranno spese e vincoli per il Comune».

 



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