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Casinò Venezia. Traballa l’accordo tra azienda e sindacati, sempre più concreta la presenza dei privati

In: Casinò

23 febbraio 2012 - 10:16


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(Jamma) Il Casinò traballa, il possibile accordo tra azienda e sindacati sembra ormai destinato a saltare – la scadenza fissata per trovare un’intesa era la fine di febbraio, ma passerà invano – e l’eventualità che la gestione della casa da gioco passi nel giro di un anno in mano ai privati, russi, americani o francesi, è ormai molto concreta.

L’andamento degli incassi di Ca’ Noghera e Ca’ Vendramin Calergi continua a essere deludente e per i primi due mesi del nuovo anno si “viaggerebbe” intorno a un calo di circa 3 milioni di euro rispetto al 2011, tanto che anche i 40 milioni di euro di contribuzione per il 2012 già previsti in bilancio dal Comune potrebbero essere a questo punto anch’essi a rischio, aprendo una nuova “falla” anche nei conti di Ca’ Farsetti. Ma soprattutto è a ormai a un passo del fallimento la trattativa tra l’amministratore delegato della casa da gioco Vittorio Ravà e i sindacati, che non sono riusciti a presentare una proposta unitaria e alternativa a quella dell’azienda, che vuole comunque una risposta alle sue richieste. Un “decalogo” molto duro da digerire, che prevede tra l’altro l’abbattimento del 10 per cento delle retribuzioni e premi d’ora in avanti elargiti in base alla produttività, non pagamento dei primi giorni per malattia, flessibilità del lavoro in base alle esigenze produttive, uscite senza incentivi per chi ha già maturato la pensione, la sostituzione dell’attuale contratto aziendale con quello nazionale del turismo e nuove assunzioni ma solo con contratti di apprendistato. Da parte sindacale si è risposto finora solo con aperture sull’incremento del part-time e su incentivi all’esodo volontario, proponendo la vendita di Ca’ Vendramim Calergi per spostare la sede del Casinò a Palazzo Labia o Palazzo Sceriman. Ma silenzio sul resto e anzi è di oggi la nascita di un nuovo sindacato autonomo, l’Usb (Unione sindacale di base) che dovrebbe tutelare i dipendenti delle slot e che si aggiunge alla sfilza di sigle già esistenti. Impossibile trovare un accordo unitario in queste condizione e del resto l’azienda ha già scritto a conclusione del suo documento: «Non accetteremo di essere accusati di aver fatto fallire una trattativa finché non esiste una proposta della controparte per rispettare la scadenza del 28 febbraio». Ma il 28 febbraio è dietro l’angolo, la proposta della controparte non c’è e allora il sindaco Giorgio Orsoni è pronto a “stringere” con i nuovi possibili gestori privati. In gara ci sarebbero gli americani della Caesars Entertainment (quelli del Flamingo, del Caesars Palace di Las Vegas e degli hotel di Atlantic City), i francesi di Dominique Desseigne Barriere, che controlla le case da gioco di Cannes e i russi interessati anche all’operazione nuovo stadio a Tessera nella cordata di cui fa parte anche il gruppo alberghiero Kempinski.

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