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Casinò, il modello di business non funziona più

In: Casinò

16 marzo 2012 - 08:35


CASINOROU

Incassi in caduta verticale, persi circa 80 milioni di euro in 3 anni. Outlook negativo in peggioramento. Il settore dei casinò sembra rassegnato a seguire politiche che limitino i danni e non si intravedono serie strategie di rilancio . Solo una serie di azioni di breve periodo un po’ confuse, di scarso impatto economico e di fiato corto.

 

E’ una caduta senza fine quella dei casino’ italiani, prigionieri di un modello di business che non funziona più da parecchi anni, martoriati da un’inarrestabile emorragia di incassi (81 milioni di euro persi in 3 anni!) e con strategie di rilancio deboli. Strategie che sembrano nascere dalla rassegnata volontà di limitare i danni e di cercare fortuna in altri comparti contingui (VLT) piuttosto che da una solida e prospettica politica di rilancio basata su un’accurata segmentazione del mercato, una forte caratterizzazione dell’offerta e una profonda specializzazione della produzione.

Eppure ancora oggi , nonostante la concorrenza di prodotti parzialmente sostitutivi, i casino’ avrebbero proprio nelle loro peculiarità i punti di forza distintivi per competere con successo. Occorrerebbe una politica coraggiosa di rilancio in grado di valorizzare gli aspetti distintivi del settore in modo da far percepire al fruitore di gioco l’unicità del prodotto offerto.

> Outlook negativo in peggioramento

> Campione d’Italia: ancora in rosso. Nel mese di dicembre 2011 i ricavi segnano un crollo, –17% circa in euro e –21% circa in franchi svizzeri, rispetto a dicembre 2010. Una caduta quella degli introiti in brusca accelerazione, che denota una performance in progressivo deterioramento: l’ultimo trimestre 2011 registra un -15.5% circa in euro rispetto all’ultimo trimestre 2010.

> Male in euro, male in franchi svizzeri, Campione chiude uno dei peggiori anni della sua storia con la cifra d’affari in forte ribasso: ben 22 milioni circa di franchi in meno rispetto al 2010 (-14% circa) e ben 43 milioni di franchi circa in meno rispetto al 2009 (-25% circa), a sua volta in calo (-7% circa) rispetto al 2008. Negli ultimi 3 anni, Campione ha visto i propri ricavi inabissarsi e perdere circa 57 milioni di franchi svizzeri, -30% circa rispetto al 2008, un terzo del fatturato in fumo. Anche in euro il trend dell’ultimo triennio e’ decisamente in rosso: -12 milioni di euro circa rispetto al 2008 ovvero -10% circa.

> E gennaio 2012 non pare essere partito “alla grande”” gli incassi hanno fattto registrare un -40% rispetto a gennaio 2011…

> Outlook negativo in peggioramento

> Venezia: chiude complessivamente male l’esercizio 2011 con i ricavi in riduzione del –8.2% circa rispetto al 2010. Tuttavia, si notano segnali di confortante ripresa con l’ultimo trimestre 2011 in crescita rispetto all’ultimo trimestre 2010. Nell’ultimo triennio gli incassi di Venezia sono caduti del 23% circa ovvero 43 milioni di euro circa.

> Outlook negativo in miglioramento

> Saint Vincent: nel 2011 contiene le perdite di proventi (-3% circa) rispetto al 2010. Tuttavia la nota dolente è che il 2011 non conferma i progressi fatti nel 2010 e in sostanza Saint Vincent torna sui valori del 2009 che era stato un vero “Annus Horribilis”, uno dei peggiori della prestigiosa storia del casinò valdostano, che aveva allora subito un rovesco del 8% circa rispetto al già molto negativo 2008. Nell’ultimo triennio Saint Vincent ha perso il 6.5% circa. Preoccupante l’andamento dell’ultimo trimestre 2011 con i ricavi in caduta: –13% circa rispetto all’ultimo trimestre 2010.

> Outlook negativo stabile

> Sanremo: giù del 12.4% circa l’anno 2011. Nell’ultimo triennio i ricavi sono crollati del 23% circa lasciando sul terreno 19 milioni di euro circa. Non mostra da tempo segnali di ripresa capaci di invertire il trend. Escludendo agosto, picco stagionale, e gennaio e maggio, i ricavi mensili non sono riusciti a toccare la cifra di 6 milioni di euro. Nel “lontano” 2008 i ricavi mensili erano scesi sotto i 6 milioni di euro due sole volte nell’arco di dodici mesi.

> Outlook negativo in peggiormento

> Negli ultimi tre anni, mentre il mercato italiano del gambling ha registrato un incremento medio del 28%, quello dei casinò è in negativo. Marco Baranzelli, consulente dell’industria del gaming, ha un giudizio piuttosto netto “Per molto tempo i casinò italiani hanno beneficiato di una posizione di privilegio ingiustificato al giorno d’oggi ” spiega Baranzelli. “La soluzione sarebbe quella di offrire prodotti aggiornati, “cool”, in linea con i gusti dei consumatori, ma mi spiace dirlo, i casinò sono almeno 30 anni indietro coi i tempi.” La strategia giusta potrebbe essere quella di riposizionare il settore introducendo una nuova tipologia di prodotti e promuovendo una politica innovativa in termini di nuove licenze. “Casinò e turiamo-spiega Baranzelli- sono business completamente differenti, con consumatori diversi sia in termini di motivazioni che di modello di consumo. Tutti lo sanno, ad eccezione dei politici italiani (che invece promuovono nuove aperture per incentivare il turismo ndr).” E allora cosa si potrebbe fare per rilanciare questa offerta di gioco? Baranzelli ritiene che si possa cominciare dal rilancio dei giochi da tavolo con operazioni di marketing dirette. “ I tavoli francesi hanno bisogno di una strategia di marketing ad hoc . Il declino di questa tipologia di offerta potrebbe essere fermato semplicemente fornendo possibilità di intrattenimento combinate. I casinò vanno pensati come spazi comuni, un punto dove intrattenere, che ospita gaming e altre forme di divertimento.” La crisi dei casinò, sembra di capire, parte da lontano e solo in parte accelerata dall’introduzione di nuove offerte di gambling, nello specifico delle videolotterie. Alcuni attribuiscono tutte le responsabilità alla inefficienza e al basso profilo delle strategie messe in atto da alcuni gestori, altri la volontà del governo italiano di introdurre i casinò solo per arginare la spesa per il gioco d’azzardo fuori dai confini nazionali. Se il governo vuole tutelare oggi i suoi quattro casinò dovrà pensare a condizioni che siano paritarie rispetto a quelle delle altre case da gioco in modo da impedire che i giocatori vadano oltre confine. Per i casinò invece la soluzione potrebbe essere quella potrebbe semplicemente essere quella di promuovere quello che di diverso e specifico sanno offrire rispetto al mercato complessivo del gaming.

 

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