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Casinò di Venezia. Privatizzazione: i giochi son fatti

In: Casinò

18 aprile 2012 - 10:31


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(Jamma) Sedici milioni di euro. Sarà questa – in base alla delibera del Comune – la quota fissa minima che Ca’Farsetti riconoscerà alla nuova società che gestirà la casa da gioco. Alla quota fissa se ne aggiungerà una variabile, che consenta in totale al nuovo gestore di poter contare su un valore complessivo pari al 75 per cento degli introiti annui lordi della gestione. L’altro 25 per cento resterà appunto all’Amministrazione, fermo restando comunque l’obbligo da parte di essa di assicurare il pareggio economico e finanziario della nuova società. I nuovi gestori potranno trattenere direttamente le entrate derivanti dalle mance spettanti alla casa da gioco per quanto di sua competenza e anche i proventi dei biglietti d’ingresso. Ogni quindici giorni i nuovi gestori dovranno comunicare al Comune l’andamento degli incassi della casa da gioco.

La Casinò spa diventerà la nuova immobiliare del Comune il quale si farà carico anche dei 174 milioni di euro di debiti accumulati dalla casa da gioco, per far debuttare “immacolata” la nuova Newco “Cmv Gioco”.

Non solo infatti la Casinò spa «erediterà» la proprietà delle sedi di Ca’ Vendramin Calergi, Ca’ Noghera, dell’ex casa da gioco del Lido e i terreni di Tessera (sciogliendo le controllate Ranch e Marco Polo), ma si fonderà anche con l’Ive, l’Immobiliare Veneziana, l’altra società di riferimento del settore di Ca’ Farsetti. Lo ha chiarito ieri il vicesindaco e assessore al Bilancio Sandro Simionato, concludendo nell’aula di Ca’ Farsetti – di fronte alle Commissioni consiliari Bilancio e Aziende e a una rappresentanza dei dipendenti della casa da gioco, molto più tranquilla e forse rassegnata all’esito della vicenda, rispetto alla seduta precedente – l’esame della delibera sulla riorganizzazione del Casinò e sul contestato affidamento ai privati della sua gestione ai privati, con gara a evidenza pubblica.

Ormai i giochi per la Giunta sembrano fatti – hanno evidenziato anche ieri consiglieri del Pdl come Michele Zuin e Saverio Centenaro – notando l’assenza ieri del sindaco Giorgio Orsoni e dell’assessore alle Aziende Antonio Paruzzolo, teorici referenti della discussione per la Giunta. Simionato ha comunque assicurato che il mantenimento del posto di lavoro dei dipendenti attuali da parte dei nuovi gestori, sarà un impegno preciso che sarà chiamato ad assumere, con l’inserimento del punto nella stessa convenzione, cosa che non appare nella formulazione attuale. Cruciale sarà il ruolo dell’Advisor finanziario scelto dal Comune, per tutti gli aspetti economici e organizzativi della complessa partita della gara ad evidenza pubblica e del rapporto con le possibili cordate di privati pronti a entrare nella gestione della casa da gioco. Si fanno già i nomi di di Bnp Paribas, Goldman Sachs e Banca Imi, tra i papabili per il delicato incarico. Sarà l’Advisor – come ricorda la stessa delibera di Giunta – a individuare le “cordate” di privati (dagli Americani, ai Russi, ai Francesi) interessati a entrare nella gestione del Casinò di Venezia e a dare anche un valore economico alle azioni della “Cmv Gioco” che saranno messe in vendita dalla società attuale. La delibera prevede un secondo passaggio in Consiglio comunale dopo la sua approvazione, tra qualche mese, perché l’assemblea di Ca’ Farsetti approvi poi le modalità di svolgimento della gara pubblica per l’affidamento ai privati della gestione della casa da gioco, proprio sulla base del rapporto svolto dall’Advisor, che chiarirà anche quanto il Comune introiterà subito per la cessione della nuova società del gioco e quanto riceverà annualmente dai nuovi gestori per l’affitto delle sedi e di tavoli verdi e slot. Ca’ Farsetti manterrà «penetranti poteri di indirizzo, di controllo e di vigilanza» sull’attività della casa da gioco e si aspetta – recita sempre la delibera – «compatibilmente con le condizioni di mercato, la previsione di un obbligo di pagamento di un “maxi-canone” di concessione, che consenta di valorizzare ex ante i miglioramenti attesi dalla gestione del nuovo Gestore e dalla realizzazione del piano di investimenti e sviluppo, che dovrà essere presentato in sede di gara». I vantaggi dell’operazione-privatizzazione per il Comune? Sono elencati anch’essi in delibera e al primo punto c’è una «migliore e più efficiente gestione del Servizio, in ragione della conoscenza di settore, della elevata professionalità e del kmow-how del nuovo gestore». Ed è stato fatto osservare ieri – sia dai banchi della maggioranza, sia dell’opposizione – che la formulazione equivale a una parziale sconfessione del “management” attuale della casa da gioco, sempre difeso dal sindaco Orsoni. Ma anche, appunto, la salvaguardia dell’occupazione e il progressivo rientro dai debiti accumulati, grazie alle nuove entrate.

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