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Casinò di Venezia. Oltre al crollo della raccolta, vanno considerati anche i 174 mln di debiti accumulati

In: Casinò

11 aprile 2012 - 10:03


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Crollano del 19,6% gli incassi dei casinò italiani nel 1° trimestre dell’anno

 

Sul rischio fallimento, lo SNALC chiede un confronto con la Casino spa

 

(Jamma) Il Casinò non è solo una società in grande difficoltà d’incassi – 136 milioni nel 2011, -13% sul 2010 – ma anche fortemente indebitata, per 174,7 milioni di euro: 54 con le banche per l’acquisto e ristrutturazione delle sedi (il Comune le impose Ca’ Vendramin per sanare i conti di Vesta-Veritas); altrettanti in corrispettivi che deve dare al Comune (una partita di giro, perché essendo le entrate del Casinò “tributi”, passano tutte per Ca’ Farsetti); decine di milioni con i fornitori.

A fare i calcoli, è la direzione generale del Comune, in risposta ad un’interrogazione del capogruppo pdl Michele Zuin. Debiti che – secondo i piani dell’amministrazione – resteranno in capo alla Casinò di Venezia Spa, che dovrebbe far fronte ai mutui con il canone che dovranno pagare per l’affitto delle sedi i privati che si aggiudicheranno la gestione dei giochi.

«Il Casinò è in caduta libera d’incassi e non si fa niente per risollevarlo, puntando tutto sulla privatizzazione: privati che – secondo quanto spiega Zuin – dovrebbero pagare al Comune una maxi-entrata di 450 milioni di euro, un terzo degli incassi per 30 anni, occuparsi del personale e in più pagare l’affitto. Il quadro economicamente e politicamente non regge». «Ho contestato da subito gli incarichi onerosi affidati allo studio di Milano per la ricerca di un advisor e della banca d’affari per seguire l’operazione», commenta la consigliera pdl Marta Locatelli, «il Consiglio dovrà chiedere la responsabilità diretta del sindaco e della giunta nelle decisioni che saranno prese». La consigliera vede un progetto preciso, che porterà all’affidamento del casinò alla cordata russa diretta dal presidente del Venezia Calcio, «che ha presentato un masterplan per il nuovo stadio, centro congressi , tre hotels del valore di oltre 1 miliardo di euro riguardante il quadrante di Tessera , che ha condizionato il Pat, su terreni di proprietà del Comune, Casino e Save che potranno così trasformare terreni senza valore in centinaia di milioni di euro».

Ieri, intanto, dopo gli ultimi quattro giorni di sciopero, i sindacati hanno convocato i lavoratori del casinò in assemblea: il primo appuntamento sarà con la mobilitazione in coincidenza con la commissione comunale – non ancora convocata – che dovrà discutere della delibera di creazione della società-giochi approvata dalla giunta. La tensione anche tra i dipendenti si fa però sempre più alta, con una parte del fronte che vorrebbe trattare con il Comune il rilancio dell’azienda e una parte disposta allo sciopero ad oltranza.

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