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Casinò di Venezia. Nella controproposta dei sindacati non si discute su privatizzazione e riduzione del costo del lavoro

In: Casinò

1 marzo 2012 - 10:45


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(Jamma) E’ in arrivo in extremis una controproposta dei sindacati all’azienda per trovare un’intesa su riorganizzazione del lavoro e taglio dei costi, ma non servirà, probabilmente, a trovare un accordo, perché troppi sono ancora i punti di divergenza e il via libera all’arrivo dei privati per ereditare dal Comune la gestione di Ca’ Vendramin Calergi e Ca’ Noghera sembra ormai imminente. Nella loro proposta i sindacati non potranno inserire quello che era uno dei loro “piatti forti”: la vendita di Ca’ Vendramin Calergi per trovare in centro storico un’altra sede più piccola ma anche più facilmernte raggiungibile, vicino alla Stazione o nell’area marciana. Ma, al di là della disponibilità del Casinò a vendere la sede storica, essa è inserita a bilancio allo strabiliante e irrealistico valore patrimoniale di 70 milioni di euro e cederla significherebbe per la società accumulare una perdita sicura. Basta pensare che il Comune ha appena venduto a Prada un palazzo di caratteristiche e metratura simile a Ca’ Vendramin Calergi come Ca’ Corner della Regina, a un prezzo compreso tra i 32 e i 40 milioni di euro. Da parte sindacale ci sono comunque – nel documento che dovrebbe essere pronto entro oggi – aperture sul gioco on line live e sulla sperimentazione dei giochi, ma niente sulla riduzione del costo del lavoro, che il Casinò vuole almeno del 10 per cento e poco anche sulla riforma dei contratti che l’azienda ritiene imprescindibile.

Ogni intesa è comunque subordinata dai sindacati all’impegno del Comune a bloccare qualsiasi trattativa per l’affidamento in subconcessione ai privati della casa da gioco. Impossibile che Ca’ Farsetti accetti su un’intesa oltretutto al ribasso rispetto alle proprie richieste. Per questo la presentazione del documento sindacale sembra, a questo punto, avere più il valore di togliere alla casa da gioco e al Comune l’alibi di poter dire di non aver ricevuto controproposte per il fallimento della trattativa, che la reale base di partenza per il raggiungimento di un’intesa. Il sindaco Orsoni aveva fissato la fine di febbraio come il termine per il raggiungimento di un accordo con dipendenti e sindacati. Ma il tempo sta scadendo e stanno per arrivare altri interlocutori a sedersi a trattare sul futuro del Casinò.

 



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