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Casinò di Venezia. Mentre i sindacati protestano, la giunta vota per la privatizzazione

In: Casinò

5 aprile 2012 - 10:27


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(Jamma) Mentre in Consiglio comunale si fa sempre più alta la tensione tra Pd e sindaco Orsoni sul destino del Casinò, i sindacati nella giornata di ieri hanno manifestato per la città a suon di fischietti, sfottò e richieste di dimissioni del sindaco e dell’amministratore delegato Ravà, che ritengono responsabili del drammatico tracollo degli incassi della casa da gioco (altri 5 milioni in meno anche in questo primo trimestre). Hanno appeso uno striscione dal Ponte di Rialto per ribadire «Il Casinò è di Venezia e dei cittadini, No alla privatizzazione». Hanno – i sindacati tutti – incontrato il sindaco Orsoni, il vicesindaco Simionato, il dg Agostini: quel faccia-a-faccia che 10 giorni fa era stato negato loro, considerando ormai chiuse le trattative. Hanno consegnato 4 mila firme ai capigruppo e al presidente del Consiglio Roberto Turetta, per il mantenimento della gestione pubblica della casa da gioco.

Ieri, è stata la giornata della grande mobilitazione pubblica e diplomatica dei dipendenti di Ca’ Vendramin e Ca’ Noghera, ma anche se i toni sono stati morbidi a parole, la strada indicata dal sindaco verso la ricerca di un privato al quale affidare la gestione del casinò in cambio di un congruo malloppo per le casse affamate del Comune, è ormai decisamente intrapresa. La giunta approverà oggi la delibera che separa la proprietà di immobili, slot e tavoli verdi dalla gestione giochi, con la creazione Cmv Giochi. Primo passo verso la messa a gara – con procedura di evidenza pubblica – della gestione stessa per la ricerca del partner privato. Poi la delibera andrà in discussione in commissione, per approdare in Consiglio – si ipotizza – il 19 aprile.

Dopo i mal di pancia dei giorni scorsi per il decisionismo del sindaco, la riunione di maggioranza di martedì sera ha definito di fatto il via libera all’operazione. «C’è margine per un miglioramento dell’organizzazione del lavoro in questa fase di transizione, dal confronto con i sindacati», ha detto Orsoni al termine dell’incontro. Ma, appunto, di «transizione» ha parlato: verso la privatizzazione. Alla fine, la reazione dei lavoratori del Casinò è stata proclamare la paralisi di tavoli verdi e slot nel lungo weekend pasquale: sciopero venerdì, sabato, domenica e lunedì di Pasquetta, martedì poi assemblea: «Il sindaco non ha detto niente sul personale e su come arginare la crisi nei prossimi mesi. E’ gravissimo». Ai capigruppo, i dipendenti hanno anche annunciato l’intenzione di raccogliere firme per un referendum cittadino pro-o-contro la «vendita». La delibera che approderà oggi in giunta, non stabilisce solo la nascita della Cmv Giochi, ma delinea nel dettaglio il percorso di privatizzazione della gestione, giustificandolo con il crollo degli incassi garantiti per convenzione al proprietario-Comune: dai 107 milioni del 2009 ai 70 del 2011 a neppure i 40 che si potranno portare a casa quest’anno. Un advisor dovrà stabilire il valore dell’operazione, poi con gara di evidenza pubblica sarà scelto il gestore al quale vendere le quote della Newco giochi e con il quale fare una nuova convenzione trentennale: maxi-canone iniziale per la concessione e, ogni anno, almeno il 35% degli incassi al Comune. Corale la reazione dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl, Rcl di categoria): «Ma se il Casinò va così male, perché mai un privato dovrebbe buttarsi in quest’avventura?».

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