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Casinò di Sanremo. Dipendenti in agitazione contro la riduzione del costo del lavoro

In: Casinò

26 marzo 2012 - 15:04


(Jamma) Si è tenuta oggi l’assemblea generale dei dipendenti della Casino S.p.A. convocata dallo Snalc-Cisal, durante la quale si è discusso delle gravi difficoltà economiche e finanziarie in cui si trova la casa da gioco, del management, del piano d’impresa, del piano degli investimenti, del capitale sociale, delle clausole economiche della convenzione e del negoziato per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro.

“L’assemblea – si legge in una nota diramata dal sindacato Snalc-Cisal – ritiene che la situazione economica e finanziaria della casa da gioco, a causa della continua diminuzione degli introiti, richieda urgenti politiche in grado da un lato di aumentare la produttività e la redditività di ogni segmento di gioco e dall’altro lato di diminuire tutti i costi di gestione ad esclusione di quelli legati all’attività promozionale per fidelizzare la clientela e per acquisirne di nuova.

Queste politiche sono necessarie per preservare l’equilibrio finanziario dell’Azienda, la continuità dell’attività, i posti di lavoro e per reperire autonomamente le risorse finanziarie per effettuare gli investimenti necessari.

Per mettere in atto queste politiche l’Azienda ha bisogno di un management coeso e autorevole nel quale ciascun componente, nell’ambito dei propri compiti e delle proprie responsabilità, risponda personalmente, a differenza di quanto avviene oggi, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Il piano d’impresa 2012-2014 presentato dalla Società, in merito al quale l’assemblea invita lo Snalc-Cisal a fare osservazioni puntuali, si muove, su tanti aspetti importanti del core business, in una logica di continuità, quando, invece, sarebbe necessaria una nuova strategia, un progetto impegnativo e innovativo, un impiego efficiente delle risorse umane e un utilizzo efficace delle risorse finanziarie.

Nel piano d’impresa viene fatta una analisi della diminuzione degli introiti di gioco assolutamente non condivisibile.

La diminuzione degli introiti di gioco di gioco, contrariamente a quanto si vuol far credere, è dovuta solo in parte alla crisi economica e finanziaria e alla diffusione e all’ampliamento dei giochi AAMS.

La responsabilità principale della continua diminuzione degli introiti di gioco va attribuita alle diverse Amministrazioni Comunali e alle diverse Gestioni Aziendali che si sono succedute in questi ultimi anni ivi comprese quelle in carica.

Le Amministrazioni Comunali non hanno esercitato il proprio ruolo di indirizzo e di controllo sugli atti fondamentali di gestione. Si sono limitate a nominare gli Amministratori della Società, il più delle volte in base a logiche di appartenenza e non in base alla competenza e alla esperienza professionale, e si sono limitate a ripianare i deficit di bilancio con continue ricapitalizzazioni senza chiedere al management conto del loro operato.

Gli Amministratori della Società nella maggior parte dei casi non sono stati dei bravi Amministratori. Non hanno contrastato in alcun modo la diminuzione degli introiti. Non hanno dato all’Azienda una prospettiva di crescita e non hanno ottimizzato i costi gestionali. Non hanno elaborato un piano strategico per la riorganizzazione e il riposizionamento dell’Azienda e non hanno gestito bene neanche l’ordinaria amministrazione.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti e le preoccupazioni per il futuro dell’Azienda crescono di giorno in giorno.

L’assemblea ritiene che anche il piano degli investimenti, ossia la richiesta di un finanziamento di 15.000.000 € che la Casino S.p.A. ha fatto al Comune di Sanremo, non sia assolutamente condivisibile.

La ragione per la quale il Comune di Sanremo è stato autorizzato a gestire il gioco d’azzardo è quella di procurare entrate nelle casse comunali da destinare alle realizzazione di opere pubbliche e al welfare cittadino e non viceversa.

In ogni caso non s’intravede la necessità e l’utilità aziendale d’investire ingenti risorse finanziarie per la realizzazione di una sala slot nella ex stazione e per la realizzazione di un tunnel sotterraneo per l’accesso alle sale da gioco. I motivi posti alla base delle suddette realizzazioni sono deboli e contraddittori e difficilmente gli investimenti finanziari previsti produrranno un ritorno positivo.

L’entità dei finanziamenti richiesti per effettuare gli investimenti per l’acquisizione di beni e servizi appaiono comunque eccessivi.

L’assemblea ritiene che la Casino S.p.A. non possa continuare ad avere un capitale sociale pari al minimo previsto dalla legge. La Società dovrebbe avere un capitale sociale congruo e dovrebbe avere autonomia finanziaria.

Il Comune di Sanremo e Casino S.p.A. dovrebbero rivedere le clausole economiche della convenzione.

L‘assemblea ritiene che la trattativa per il rinnovo della parte economica del contratto di lavoro dovrà tenere conto, come stabilito dagli accordi del 23 luglio 1993, del 22 gennaio 2009 e 28 giugno 2011 sottoscritti dal Governo e dalle Parti sociali, dei parametri economici previsti dall’indicatore previsionale (ipca) per il 2012, 2013, 2014 e anche della grave difficoltà economica e finanziaria in cui si trova la casa da gioco per responsabilità degli Amministratori e non certo per responsabilità dei lavoratori.

L’accordo per il rinnovo del contratto dovrà prevedere la revisione del regolamento dell’accantonamento straordinario aziendale, la ricostruzione dell’importo maturato e il versamento nell’accantonamento, la modalità di attivazione dell’accantonamento per incentivare l’esodo volontario dei dipendenti, un incremento dell’entità di finanziamento da parte dell’azienda, la partecipazione anche dei lavoratori al finanziamento, una durata più lunga dell’accantonamento.

L’accordo per il rinnovo del contratto di lavoro dovrà prevedere inoltre una revisione della classificazione del personale e degli istituti contrattuali economici e normativi e dovrà assicurare all’Azienda una maggiore flessibilità nell’impiego delle risorse umane e una maggiore efficienza e produttività dell’organizzazione del lavoro.

Nell’ambito delle linee contrattuali di cui sopra, il costo del lavoro, per effetto della moderazione salariale, dell’incentivo all’esodo e della revisione e aggiornamento degli istituti contrattuali economici e normativi, diminuirà in modo consistente senza contrarre le retribuzioni dei dipendenti.

In tale ottica occorre che la trattativa, avviata il 6 ottobre 2011, prosegua velocemente senza ulteriori rallentamenti o rinvii nel rispetto dell’autonomia negoziale di ciascuna r.s.a..

L’assemblea per quanto sopra esposto e considerato proclama lo stato di agitazione e invita la segreteria dello Snalc-Cisal ad intraprendere le iniziative meglio viste, comprese azioni di sciopero, per chiedere alla Direzione aziendale di mettere subito in atto politiche in grado di arrestare la diminuzione degli incassi, di assicurare alla casa da gioco l’equilibrio economico e finanziario e una nuova prospettiva di crescita e di definire nel più breve tempo possibile, a tutela dei diritti e dei legittimi interessi dei lavoratori, il rinnovo del contratto di lavoro”.



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