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Il gestore della sala Bingo Venezia: ‘I problemi si risolvono e non si spostano”

In: Bingo, Cronache

5 marzo 2012 - 15:56


bingo

(Jamma) Il gestore della Sala “Bingo Venezia”, concessionaria dello Stato Italtronic S.r.l. di Quarto D’Altino (VE), fornisce alcune precisazioni dopo l’esecuzione del provvedimento del Questore di Venezia di cui è stata destinataria che ne ha sospeso l’attività per 15 giorni per motivi di ordine pubblico, come riportato dalla stampa.

Venezia, il Questore dispone chiusura della sala Bingo per motivi di ordine pubblico

La Sala “Bingo Venezia” in via G. Pepe 2 a Mestre – dichiara il Presidente del C.d.A., Fulgencio Merono Porras – è aperta da 10 anni in forza di una concessione dei Monopoli di Stato alla scrivente Società. Nel locale si svolge il gioco del bingo con annessa sala giochi, Videolottery, con somministrazione interna di alimenti e bevande.

In tutti questi anni la nostra Società, ha sempre operato con cura e massimo rispetto della normativa vigente, compresa quella di pubblica sicurezza, come riconosciuto anche dalla stessa Questura di Venezia e dai Monopoli di Stato all’esito delle periodiche verifiche previste dalla legge ed in occasione del rinnovo della concessione.

 

La SALA BINGO è un locale pubblico aperto dalle 08,30, alle ore 04,00, estesa su un superficie di circa 1.700 mq frequentata ogni giorno da oltre 700 persone che diventano oltre 1.000 al giorno nel fine settimana e nei giorni festivi.

In media ogni giorno si vendono 25.000 cartelle con prezzo da 0,50 a 3 euro ciascuna.

Al piano interrato si trovano 60 tra slot machine e videolottery dove vengono effettuate circa 4.000.000 di giocate al mese, con una affluenza media di 300 clienti al giorno che diventano 500 il fine settimana.

Sia l’attività di bingo che il gioco delle slot sono attività svolte in diretto e costante collegamento con i Monopoli di Stato. E’ importante ricordare che la società Italtronic S.r.l. è la concessionaria di attività riservate e proprie dello Stato, che si occupa di gestire per conto dell’Amministrazione dei Monopoli. Tutta l’attività svolta all’interno della sala Bingo viene completamente e continuamente monitorata dall’Amministrazione finanziaria dello Stato, che riceve direttamente informazione di ogni singola giocata del bingo e collegamento delle slot. Tali attività gestite da Italtronic S.r.l. si ripete, quale concessionaria dello Stato, rende alle casse pubbliche circa 300.000 euro al mese tra provvigioni, tasse e imposte sul gioco.

All’interno della Sala Bingo lavorano per la vendita delle cartelle, gestione del gioco, servizio di bar, pulizia e addetti alla sicurezza, circa 40 persone, di queste 5 sono addette alla sicurezza affidata ad un primario istituto di vigilanza.

Per chi non ha frequentato mai una Sala Bingo, che l’attività venga di fatto chiusa, bloccandone il lavoro, per degli episodi di ordine pubblico che sono avvenuti all’esterno del locale, può far pensare che si tratti solo di un luogo di ritrovo di persone poco per bene ma la realtà e completamente diversa.  Italtronic S.r.l. nello svolgimento della sua attività chiaramente non ha la possibilità di controllare la fedina penale e i trascorsi giudiziari di tutte le persone, come detto moltissime e “per bene”, che accedono al locale.

Al riguardo il provvedimento del Questore da atto che in 26 mesi di controlli a fronte di centinaia o migliaia di avventori giornalieri sono stati identificati in totale 33 persone con precedenti penali o di polizia (ivi compresi precedenti per violazioni al codice della Strada o per insolvenza e per violazioni delle norme sul soggiorno) e mai sono state identificate nei diversi controlli le stesse persone, vale questo dato oggettivo ed inconfutabile ad escludere che Bingo Venezia sia ritrovo abituale di pregiudicati.

Ma quante sono le probabilità di trovare un pregiudicato in un locale pubblico? Se la polizia fa un controllo in un centro commerciale, o in un cinema ecc. certamente vi troverà diversi pregiudicati, non diversamente in un locale tanto frequentato come la nostra Sala Bingo .

La nostra è una attività pubblica molto frequentata e proprio perché è  volontà della società offrire alla clientela un ambiente tranquillo e sicuro dove passare qualche ora di relax, i controlli della polizia sono importanti. Infatti è proprio la direzione della Sala ad averli sempre sollecitati. Le forze dell’ordine, Polizia e Carabinieri, hanno ricevuto sempre la massima collaborazione ed alle stesse è stato richiesto ogni suggerimento ritenuto utile. Infatti, circostanza non evidenziata adeguatamente, i controlli e gli interventi delle forze dell’ordine sono avvenuti proprio su richiesta della Sala Bingo, proprio per preservare la sicurezza pubblica, che però, a quanto pare, é cosa diversa dalla Pubblica Sicurezza.

Il risultato dei controlli da parte della Polizia, che ha portato in alcuni casi a individuare persone con precedenti penali, non è mai stato  comunicato alla Direzione della Società concessionaria e solo alcuni giorni prima del provvedimento del Questore di Venezia, in modo peraltro generico si è appreso che tra i clienti ne erano  stati rinvenuti alcuni con dei precedenti penali.

Il provvedimento del Questore è bene ricordarlo esclude qualsiasi responsabilità o implicazione da parte della società concessionaria.

Ma giusto poco prima del provvedimento di sospensione la Società, nella sua attività di continua collaborazione con le Forze dell’Ordine, avendo essa per prima interesse a svolgere in modo sicuro e sereno la propria attività, aveva posto alla Questura di Venezia alcune domande:

Un gestore è obbligato a conoscere la fedina penale dei sui clienti? Può vietare l’ingresso nel locale, che è un locale pubblico, a una persona solo perché pregiudicata?

Cosa può fare un gestore di una attività pubblica, oltre a quanto, tantissimo anzi il massimo ragionevolmente possibile, ha già fatto la Italtronic S.r.l. per preservare la sicurezza, l’integrità e la continuità della sua attività, soprattutto se opera per conto dello Stato in forza di una concessione, per dare attuazione alla quale ha sostenuto ingenti investimenti e rilasciato rilevanti garanzie allo stesso Stato? 

 

Così con un provvedimento di chiusura e sospensione temporale della licenza il Questore,  inibisce un’attività data in concessione dallo Stato, pensando di risolvere un problema di ordine pubblico grave e imminente. Tuttavia le centinaia di persone che giovedì 1 di marzo  all’esecuzione del provvedimento erano in sala non erano pregiudicate.

 

La Società che gestisce la Sala Bingo ha prestato la massima collaborazione mettendo a disposizione tutti i propri mezzi per aiutare le forze dell’ordine a chiarire quanto accaduto la domenica precedente. I fatti sono avvenuti fuori dal locale come mostrano le immagini consegnate alla polizia, e il personale di sicurezza della Sala bingo, é intervenuto per buon senso, fuori della Sala per risolvere una piccola lite. La Polizia è stata chiamata anche in questo caso proprio dai dipendenti della Sala Bingo con il solito spirito collaborativo, e ritenendo di fare il meglio per salvaguardare la sicurezza pubblica.

Le persone sono state identificate grazie alla collaborazione della Società che gestisce la Sala Bingo e la stessa ha dato istruzioni precise di impedire l’acceso al locale successivamente alle persone coinvolte, come accade del resto con qualsiasi altra persona che crea disturbo, alla quale viene vietato l’acceso al locale.

 

Da questa situazione sorgono spontanee delle domande:

 

La Pubblica Sicurezza ci può/deve aiutare se ci sono situazioni pericolose per risolverle?

O deve solo limitarsi a chiudere l’attività sperando che il problema si sposti altrove?

La Pubblica Sicurezza deve tutelare lo svolgimento di un’attività lecita?

La Pubblica Sicurezza serve anche per preservare il lavoro di 40 famiglie?

Chi tutela chi investe, lavora, crea occupazione e incassa per conto dello Stato?

Quanto potere hanno i pregiudicati per fare chiudere un’attività e mettere a rischio il lavoro di 40 persone? Lo sanno? E come ci difendiamo? Chi ci aiuta?

 

Certo la soluzione non può essere inibire non solo un’attività lecita ma addirittura svolta per conto dello stesso Stato, danneggiando così gli incolpevoli lavoratori, l’Erario e un impresa a cui nulla è imputabile, che anzi ha fatto tutto quanto era nelle sue possibilità.

 

Siamo consapevoli che da alcuni la nostra attività non é ben considerata, tuttavia è un’attività dello Stato, ed è d’interesse sociale, al meno dal punto di vista erariale e di creazione di posti di lavoro (40), che con questo provvedimento sono messi a serio a rischio con ulteriori  danni per lo stato.

 

Italtronic srl.

Il Presidente del C.d.A.

Fulgencio Merono Porras



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