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Bingo. Tar, legittima la sospensione della concessione se la sala non è dotata di porte che impediscono l’accesso durante la fase di gioco

In: Bingo

9 gennaio 2015 - 11:48


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(Jamma) Il Tribunale Amministrativo della Campania ha respinto il ricorso di una sala Bingo contro il provvedimento della sospensione della concessione a seguito di verifica nel corso della quale veniva accertata l’assenza di un indicatore connesso automaticamente al computer di gioco per consentire l’accesso dei giocatori tra una partita e la successiva” e, coerentemente e contestualmente, “vietare l’accesso durante lo svolgimento del gioco.

Di seguito la pronuncia :

REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale xxxx, proposto da:

xxxx, rappresentata e difesa dall’avv. Andrea Adamo, con domicilio eletto presso Andrea Adamo in Napoli, corso Umberto I N.190;

contro
Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Direzione Centrale Gestione Tributi e Monopolio Giochi Ufficio Bingo, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato – Ufficio Regionale Campania, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Dello Stato, domiciliata in Napoli, Via Diaz, 11;
nei confronti di
Sogei S.p.A.;
per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia,
del decreto di revoca della sospensione convenzione di concessione sala bingo xxxx

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell’Economia e delle Finanze e di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Direzione Centrale Gestione Tributi e Monopolio Giochi Uff.Bingo e di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato – Ufficio Regionale Campania;
Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore nella Camera di consiglio del giorno 8 gennaio 2015 il dott. Alfonso Graziano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

rimarcato, anche pro futuro, che, al di là di atomistiche letture, l’art. 1, comma 5 del decreto direttoriale del 9.8.2002 dispone che “ciascuna accesso nella sala di gioco dovrà essere dotato, sulla porta, di un indicatore connesso automaticamente al computer di gioco per consentire l’accesso dei giocatori tra una partita e la successiva” e, coerentemente e contestualmente, “vietare l’accesso durante lo svolgimento del gioco”, tale divieto di ingresso in sala al momento delle giocate sostanziando la funzione principe del dispositivo in questione, così come già dalla Sezione chiarito, delineando la ratio della disposizione, con l’Ordinanza cautelare del 27.3.2014 che si richiama ribadisce specie nella sua prima parte;
ritenuto che la contestazione elevata alla ricorrente e posta a fondamento dell’impugnata sospensione – con la nota prot. 75332 del 15.10.2015, oltretutto non impugnata malgrado il suo contenuto determinante il provvedimento finale e lesivo della stessa ad onta della sua qutoqualificazione come comunicazione ex art. 7, L. n. 241/1990 – consiste nel fatto che “le porte basculanti (…) consentivano il continuo andirivieni di giocatori” per effetto dell’assenza del suindicato dispositivo connesso al computer di gioco, imposto dall’art.1, comma 5 del decreto direttoriale del 9.8.2002 e definito nella predetta nota in termini di “meccanismi di chiusura”, dispositivo che rientra nella scienza ed esperienza tecnica privata individuare, il riferimento all’assenza di sorveglianza, pure additata nella stessa nota, essendo un quid pluris motivazionale ma non sostanziando il fulcro della contestata violazione;
ritenuto che le doglianze in fatto articolate in ricorso con le relative allegazioni, non possono trovare ingresso in questa sede di legittimità in virtù dell’efficacia fidefaciente ex art. 2700 c.c. del verbale di ispezione dell’8.20.2014, contestabile solo mediante il promuovimento dell’incidente di falso di cui agli artt. 2702 c.c. e 222 e seguenti c.p.c., che delineano una fase processuale autonoma e tipizzata da incardinare davanti al Tribunale ordinario la quale pertanto non può, come si legge in ricorso, essere irritualmente proposta“formulandola” in questa sede di giustizia.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Terza)
Respinge la domanda cautelare.
Condanna la ricorrente al pagamento delle spese della presente fase cautelare, che liquida in € 500,00.
La presente Ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Napoli nella Camera di consiglio del giorno 8 gennaio 2015 con l’intervento dei Magistrati:
Sabato Guadagno, Presidente
Gianmario Palliggiano, Consigliere
Alfonso Graziano, Primo Referendario, Estensore

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