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Barbieri (ASCOB) rivolge un appello a tutti gli operatori del gioco fisico: “non si può tacere di fronte alle anticipazioni della Stabilità”

In: Bingo

19 ottobre 2015 - 17:37


barbieri

(Jamma) – “Ritengo estremamente pericoloso non fare fronte comune contro questo orientamento descritto nelle anticipazioni del testo per la legge di Stabilità 2016”. È quanto osserva Salvatore Barbieri, presidente della associazione delle sale bingo aderenti ad ASCOB.
“Non possiamo – prosegue Barbieri – accettare un aumento del PREU su Newslot e VLT oltre alla decurtazione di aggi e compensi introdotta con la Stabilità 2015: 500 milioni quest’anno e altrettanti nel 2016. L’Esecutivo nella ricerca di nuove entrate erariali ha superato ogni misura, questa volta non ci sono più i margini per fare impresa nel settore, non ci sono più opportunità per le aziende che esercitano sul territorio e vogliono stare nelle regole. Questo, di contro, consentirà ampi spazi a quanti sono abituati a lavorare nel tollerato, in modo non autorizzato. Per loro poi c’è sempre una sanatoria e infatti con questa Stabilità il governo riapre i termini per la regolarizzazione dei CTD, a meno di un anno dalla precedente sanatoria…”.
Secondo Barbieri “Una sala bingo non può reggere a queste condizioni, 5.000 euro al mese previsti dal 2016, per proseguire la raccolta in attesa del bando, sono troppi. Alle piccole sale deve essere comunque offerta la possibilità di arrivare al bando, magari proponendo un aumento progressivo dell’importo (2.800 euro) che attualmente pagano per mantenere aperta la loro sala. Ogni sala, anche la più piccola, deve rispondere a fine mese agli impegni presi con almeno 10 dipendenti, all’aumento del PREU e alla decurtazione degli introiti da Newslot e VLT, quindi mentre le grandi sale potrebbero non avere problemi a pagare 5.000 euro al mese, le piccole sarebbero costrette a chiudere”.
Barbieri si dice d’accordo con quanti definiscono disastrosa, questa Stabilità che rischia di mettere in ginocchio il settore del gioco legale. Il presidente ASCOB condivide che non aver rinviato l’appuntamento con il rinnovo delle concessioni è stato un grandissimo errore poiché non è ancora risolto il contenzioso tra Stato ed enti locali.
Sulla eventuale partecipazione alla gara, provocatoriamente Barbieri chiede: “Cosa vende questo Stato? Dei diritti? Ma quali diritti se poi l’operatore non può esercitarli a causa di disposizioni territoriali di contrasto all’offerta fisica dei giochi? A Milano, ad esempio, i concessionari nelle loro sale bingo non possono permettersi di spostare una parete o di ammodernare i locali: se presentano la SCIA automaticamente decade il loro diritto ad offrire gioco a causa delle ultime norme regionali. Ci dicessero per quali regioni vale il diritto ad esercitare, per quali città…”.
“Diversamente non solo i bandi andranno deserti – conclude Barbieri – , una filiera veramente responsabile, per l’esistenza delle aziende, per salvaguardare l’occupazione e per amore del proprio mestiere, dovrebbe organizzare forme di protesta eclatanti di fronte a queste regole che penalizzano solo gli operatori del mercato fisico, quelli che pagano le imposte più alte. Così vorrei fare un appello alle Istituzioni e alle aziende che hanno interesse a mantenere in vita il settore: dobbiamo sederci ad un tavolo per organizzare la difesa dell’offerta fisica del gioco legale”.

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