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Pricing degli outsider: come Flutter ha definito le quote sulle underdog del Mondiale

Stabilire le quote delle grandi nazionali è un conto, ma valutare una squadra di cui esistono dati frammentari rappresenta la vera sfida per un bookmaker. Ecco come Flutter ha affrontato questo compito in occasione della Coppa del Mondo

Per le grandi potenze del calcio, le quote sono quasi una conseguenza naturale. Osservando Spagna o Argentina è possibile analizzare ogni passaggio, tiro e fallo, con il supporto di anni di dati su giocatori che possono disputare anche 60 partite a stagione. Con la finale del Mondiale 2026 disputata da due delle principali favorite della vigilia, questo tipo di valutazione rappresentava la parte più semplice del lavoro.

Per nazionali meno conosciute, come Capo Verde e Curaçao, invece, spesso il materiale disponibile si limita a pochi minuti di highlights di un’amichevole regionale.

L’edizione 2026 della Coppa del Mondo ha ampliato il torneo da 32 a 48 squadre, aggiungendo 16 nuovi posti occupati da esordienti come l’Uzbekistan o da selezioni come Haiti, assente dalla fase finale da oltre cinquant’anni. Flutter ha dovuto attribuire una quota a ogni giocatore di ogni rosa per poter offrire la vasta gamma di mercati su squadre e calciatori che oggi i clienti si aspettano.

Ciò ha significato elaborare quote per oltre 1.200 giocatori, prendendo in considerazione fino a 15 parametri per ciascuno – tra cui tiri, gol, contrasti, cartellini e incarichi sui calci piazzati – per un totale di oltre 50.000 selezioni. Definire correttamente le quote delle squadre meno conosciute ha richiesto il cosiddetto Flutter Edge, ovvero l’esperienza e le competenze condivise dai team di trading del gruppo in tutto il mondo.

Una chiamata ai volontari

Un numero limitato di trader, per quanto esperti, non avrebbe potuto analizzare nel dettaglio tutte e 48 le nazionali. Per questo la direzione del trading di Flutter ha lanciato una chiamata aperta a livello di gruppo.

Circa 80 dipendenti si sono offerti volontari: alcuni hanno scelto squadre con cui avevano un legame personale, altri sono stati assegnati casualmente attraverso un sorteggio interno ispirato ai Mondiali, accompagnato da una simpatica ricostruzione del celebre e caotico sorteggio della Coppa di Scozia effettuato da Rod Stewart.

Tutti hanno seguito una metodologia comune: definire innanzitutto le aspettative della squadra e successivamente distribuire le statistiche previste tra i singoli giocatori.

Per ogni nazionale è stata inoltre preparata una scheda con il probabile undici titolare, le riserve e gli incaricati dei calci piazzati. Nonostante ciò, i margini di incertezza rimanevano elevati.

“Riconosciamo sempre che non sappiamo quello che non sappiamo”, afferma Jason Murphy, Principal Football Trader di Flutter UK & Ireland e responsabile del progetto. “Anche quando si tratta dell’Inghilterra”.

Quando i dati non ci sono, si parte dalla formazione

Per le nazionali meno quotate esistono pochissime statistiche disponibili. Il primo passo consiste quindi nel prevedere chi scenderà in campo.

È il caso di Capo Verde, analizzato da Barney Spooner, trader esperto di FanDuel, che disponeva di pochissime informazioni sulla squadra. Con scarsissimo materiale video a disposizione, Spooner ha ricostruito partita per partita il percorso di qualificazione per individuare il centravanti titolare, gli specialisti dei calci piazzati e il probabile modulo, colmando le lacune attraverso medie statistiche per ruolo ricavate dal database di Flutter.

“L’aspetto più importante era prevedere chi avrebbe giocato e chi avrebbe accumulato il maggior numero di minuti”, spiega Spooner.

Il lavoro si è rivelato accurato: nove degli undici titolari previsti sono effettivamente partiti dall’inizio nella gara inaugurale. Inoltre, la partita tra Spagna e Capo Verde si è trasformata in uno dei mercati meglio quotati del torneo: nonostante il 74% di possesso palla e 27 tiri della Spagna, Capo Verde è riuscito a strappare uno 0-0.

La nazionale africana è poi diventata la prima esordiente ai Mondiali a raggiungere la fase a eliminazione diretta dai tempi della Slovacchia nel 2010, sfiorando anche l’impresa contro i campioni in carica dell’Argentina prima di cedere ai tempi supplementari.

Quota 1000/1 prima dell’inizio del torneo, un eventuale trionfo di Capo Verde è diventato la maggiore esposizione economica nei conti di Flutter, con un potenziale costo di decine di milioni di euro a livello mondiale. Quasi un quinto delle scommesse proveniva dall’Irlanda, dove molti tifosi avevano puntato sulla squadra grazie alla presenza di Roberto “Pico” Lopes, difensore nato a Dublino e convocato dopo un messaggio su LinkedIn che inizialmente aveva ignorato perché non parlava portoghese.

Rose in continua evoluzione

Per alcune nazionali la definizione delle quote è stata resa ancora più complessa.

La rosa dell’Iran, composta in larga parte da giocatori del campionato nazionale, poco seguito a livello internazionale, è stata modificata poco prima del torneo. A complicare ulteriormente il lavoro si è aggiunta la situazione di tensione tra Iran e Stati Uniti, uno dei Paesi organizzatori.

Sam Turnbull, il trader incaricato di valutare la squadra, è per metà iraniano e segue la nazionale da anni, ma ammette:

“Non riconoscerei molti di questi giocatori se li incontrassi per strada”.

La sua attenzione ai dettagli si è però rivelata decisiva quando ha notato che il difensore Ramin Rezaeian ricopriva un ruolo molto più offensivo rispetto al passato. Flutter ha quindi assegnato probabilità più elevate ai suoi tiri e ai suoi gol rispetto a molti concorrenti. Rezaeian ha poi chiuso il torneo con due reti.

Una situazione analoga ha riguardato Maximiliano Araújo, terzino sinistro dello Sporting CP ma impiegato in posizione molto più avanzata con la nazionale uruguaiana. L’analisi di Flutter aveva individuato tempestivamente questa differenza, adeguando di conseguenza le quote sui suoi tiri e sulle sue marcature. Il giocatore ha concluso il Mondiale con due gol, nonostante l’eliminazione dell’Uruguay già nella fase a gironi.

L’ultima parola spetta al trader

Modelli statistici e dati rappresentano soltanto il punto di partenza. La quota finale viene definita dal team di trading calcistico, che mette insieme esperienza e competenze specifiche per perfezionare le valutazioni di uno sport notoriamente imprevedibile.

Attribuire quote ai grandi campioni e alle nazionali più forti costituisce l’attività quotidiana di un trader. La vera dimostrazione di competenza emerge invece quando occorre valutare outsider e squadre poco conosciute.

Come conclude Jason Murphy:

“La quota è l’ultimo tassello. Se la quota è corretta, saranno poi i risultati a parlare da soli”.

Il percorso di Capo Verde fino agli ottavi di finale ne è stato la dimostrazione e, anche dopo la finale tra le due favorite, è proprio il lavoro svolto sulle nazionali minori a rappresentare uno degli elementi distintivi del Flutter Edge in vista dei prossimi tornei.

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