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Prediction market, Polymarket chiede il via libera per il trading a margine negli Stati Uniti

Polymarket compie un nuovo passo nella strategia di rientro sul mercato statunitense. La piattaforma di prediction market ha infatti avviato l’iter per ottenere le autorizzazioni necessarie a offrire ai clienti americani il trading a margine, una modalità che consentirebbe agli utenti di aprire posizioni senza dover immobilizzare l’intero capitale richiesto dal valore del contratto.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, la società statunitense del gruppo, Coming Home GBA LLC, ha presentato domanda alla National Futures Association (NFA) per ottenere la licenza di Futures Commission Merchant. Parallelamente, Polymarket intende richiedere alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) l’approvazione delle modifiche regolamentari necessarie per consentire il trading su posizioni non completamente collateralizzate.

L’iniziativa segue un percorso già intrapreso dal principale concorrente Kalshi, che ha ottenuto il via libera al trading a margine nel marzo scorso. Per Polymarket si tratta quindi di un ulteriore tassello nella competizione con l’altra grande piattaforma americana dei mercati previsionali.

Il trading a margine rappresenta uno strumento largamente utilizzato nei mercati finanziari tradizionali, poiché permette agli investitori di assumere esposizioni più elevate rispetto al capitale inizialmente versato. Applicato ai prediction market, consentirebbe agli utenti di negoziare contratti sugli esiti di eventi sportivi, politici, economici o meteorologici con un impiego di capitale inferiore, aumentando però anche il livello di rischio.

La richiesta arriva in un momento di forte espansione del comparto. Secondo le stime riportate da Bloomberg, i mercati previsionali hanno movimentato 51 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbero raggiungere circa 240 miliardi di dollari nel 2026. Gli analisti di Bernstein stimano addirittura un volume prossimo a 1.000 miliardi di dollari entro il 2030, ipotizzando una progressiva trasformazione dei prediction market da prodotto di nicchia a veri e propri “mercati dell’informazione”, in grado di coprire sport, politica, criptovalute, economia e altri eventi di interesse pubblico.

L’iniziativa si inserisce anche nella più ampia strategia con cui Polymarket punta a ricostruire la propria presenza negli Stati Uniti. Solo pochi giorni fa la società ha avviato una campagna di comunicazione rivolta a regolatori, decisori politici e potenziali utenti per rafforzare la propria reputazione e presentarsi come un operatore affidabile.

Il percorso di rientro, tuttavia, passa anche attraverso il superamento delle vicende che avevano portato all’uscita dal mercato americano. Nel 2022, infatti, Polymarket aveva raggiunto un accordo con la CFTC, impegnandosi a interrompere l’offerta dei propri servizi ai clienti statunitensi e pagando una sanzione da 1,4 milioni di dollari per aver offerto contratti derivati basati su eventi senza la necessaria registrazione.

Mentre negli Stati Uniti la piattaforma punta a ottenere nuove autorizzazioni e ampliare i servizi offerti, la situazione resta ben diversa in altri mercati. In Italia, ad esempio, Polymarket.com è stato nuovamente inserito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tra i siti soggetti a inibizione, confermando l’approccio restrittivo adottato nei confronti delle piattaforme di prediction market prive di concessione nazionale. Una differenza che evidenzia come il quadro regolatorio internazionale continui a essere fortemente frammentato su un settore in rapida evoluzione.

Redazione Jamma
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