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Google e la pubblicità al gioco d’azzardo: da oggi le nuove regole, stretta su licenze, affiliati e storico degli account

Da oggi, 23 marzo 2026, entrano in vigore le nuove regole di Google sulla pubblicità del gioco d’azzardo nell’area Europa, Medio Oriente e Africa. Un aggiornamento che rafforza ulteriormente il ruolo della piattaforma come filtro regolatorio e che introduce criteri più stringenti non solo per l’accesso al mercato pubblicitario, ma anche per la permanenza degli operatori al suo interno.

Il principio di fondo resta quello già noto: gli annunci sono consentiti solo nei Paesi in cui l’inserzionista possiede una licenza valida e una certificazione specifica rilasciata da Google. Tuttavia, rispetto al passato, il livello di controllo diventa più rigido e continuo nel tempo. Non basta dimostrare di essere in regola al momento della richiesta: la conformità deve essere mantenuta nel tempo e riguarda l’intera attività dell’account.

Una delle novità più rilevanti riguarda proprio la dimensione “storica” della compliance. Con le nuove regole, ogni account che intende pubblicizzare contenuti legati al gioco dovrà dimostrare di aver rispettato in passato le policy di Google Ads in tutte le categorie del gambling. In altre parole, le violazioni pregresse non vengono più considerate episodi isolati, ma elementi che possono compromettere l’accesso futuro alla pubblicità.

Questo principio si estende anche agli account manager, i cosiddetti MCK, che gestiscono più inserzionisti. Google ha chiarito che questi account potranno essere limitati o esclusi se un numero significativo di certificazioni legate agli account gestiti viene revocato, oppure se emergono violazioni rilevanti dopo l’ottenimento della certificazione. In questi casi, l’impatto è particolarmente severo: l’account manager perde la possibilità di presentare nuove richieste di certificazione per il gioco online e tutte le certificazioni già associate vengono annullate.

Si tratta di un passaggio importante perché introduce una responsabilità “di filiera”. Non è più solo il singolo operatore a dover essere conforme, ma anche chi gestisce e coordina le attività pubblicitarie su larga scala. Per molti gruppi e network di affiliazione, questo significa dover rafforzare i controlli interni e monitorare con maggiore attenzione il comportamento degli account collegati.

Restano invece invariati alcuni requisiti strutturali già presenti nelle policy di Google. Non verrà concessa la certificazione a siti ospitati su piattaforme gratuite, a domini che utilizzano sottodomini di terze parti, a siti non direttamente riconducibili al gioco o a domini di secondo livello che non appartengono o non sono gestiti dall’inserzionista. Anche su questo fronte, la logica è quella della tracciabilità e della piena responsabilità del soggetto che pubblicizza.

Nel complesso, la revisione delle regole conferma una tendenza ormai evidente. In un contesto europeo in cui la pubblicità del gioco è sempre più sotto pressione e i regolatori nazionali rafforzano i controlli su operatori e affiliati, le grandi piattaforme digitali scelgono di alzare ulteriormente l’asticella, riducendo al minimo gli spazi di ambiguità.

Per il settore si apre quindi una fase in cui la compliance diventa un fattore competitivo a tutti gli effetti. La capacità di dimostrare continuità nel rispetto delle regole, di gestire correttamente le licenze nei diversi mercati e di mantenere una struttura pubblicitaria trasparente e coerente non è più solo un requisito normativo, ma una condizione indispensabile per restare visibili online.

Redazione Jamma
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