Il dossier della Camera dei deputati “Legislazione e politiche di genere”, giunto alla quarta edizione, fotografa anche la presenza femminile nel sistema imprenditoriale italiano, con una ripartizione per settori di attività economica Ateco relativa agli anni 2024 e 2025. Tra le voci analizzate compare anche il comparto “Attività di scommesse, lotterie e altri giochi d’azzardo”, un settore che, pur rappresentando una quota limitata del totale delle imprese registrate, offre un dato interessante sulla partecipazione femminile.
Nel 2024 le imprese complessivamente registrate nel settore giochi e scommesse risultavano 8.304. Di queste, 1.797 erano imprese femminili, mentre 6.507 non rientravano in questa categoria. Il dato conferma una presenza femminile minoritaria ma non marginale, pari a circa un quinto del totale del comparto.
Nel 2025 il numero complessivo delle imprese del settore sale leggermente a 8.325. Le imprese femminili risultano 1.793, quattro in meno rispetto all’anno precedente, mentre quelle non femminili crescono da 6.507 a 6.532. La variazione, quindi, è minima ma mostra una dinamica differenziata: il comparto nel suo insieme aumenta di 21 unità, mentre la componente femminile registra una lieve flessione.
Il quadro che emerge è quello di una sostanziale stabilità. Nel passaggio dal 2024 al 2025, il settore delle scommesse, lotterie e altri giochi d’azzardo non mostra una crescita della presenza imprenditoriale femminile, nonostante il lieve incremento del numero totale di imprese registrate. La quota femminile resta attorno al 21,5 per cento, confermando una distanza significativa rispetto alla componente non femminile.
Il dato assume particolare rilievo se letto nel contesto generale del dossier, dedicato alle politiche pubbliche per le pari opportunità e alla valutazione dell’impatto di genere della legislazione. La pubblicazione ricostruisce le principali misure approvate dal Parlamento italiano e dall’Unione europea in materia di partecipazione femminile alla vita economica, politica e sociale, con attenzione anche al lavoro, alla fiscalità, alla conciliazione tra vita privata e professionale, alla salute, alla sicurezza e al contrasto alla violenza di genere.
L’edizione 2026 si inserisce inoltre nel ciclo di iniziative “Repubblica, sostantivo femminile”, promosso in occasione degli ottant’anni dal completamento del suffragio universale con il riconoscimento dell’elettorato attivo e passivo alle donne. In questa prospettiva, i dati sulle imprese femminili non rappresentano soltanto una fotografia statistica, ma diventano uno strumento utile per comprendere dove la partecipazione economica delle donne sia più consolidata e dove, invece, permangano squilibri.
Nel settore giochi e scommesse, la stabilità del numero di imprese femminili suggerisce che non vi sia stata, nell’ultimo anno, una spinta espansiva significativa. Il comparto resta prevalentemente caratterizzato da imprese non femminili, pur mantenendo una presenza stabile di attività guidate o partecipate in modo prevalente da donne.
Il confronto con il totale delle imprese registrate rafforza questa lettura. Nel 2024 le imprese femminili complessive censite nel dossier erano 1.307.116 su 5.876.871 imprese totali. Nel 2025 scendono lievemente a 1.302.974 su 5.849.524 imprese totali. Anche a livello generale, quindi, si osserva una riduzione contenuta della componente femminile, coerente con l’andamento registrato nel comparto dei giochi.






