La scrittura come strumento personale, ma anche come spazio di espressione condivisa all’interno di un contesto aziendale. È questo il filo che lega l’esperienza raccontata da Imma Romano, Responsabile Relazioni istituzionali di Codere Italia, vincitrice dell’edizione italiana del III Short Story Contest promosso dal gruppo internazionale Codere.

“Scrivere è sempre stato il mio modo per liberarmi dei fardelli, per fare chiarezza e ordine”, racconta Romano. Un’attitudine personale che, grazie all’iniziativa interna di Codere, ha trovato una dimensione più ampia, fino a tradursi in un riconoscimento concreto: il primo posto nel concorso letterario aziendale con il racconto “Quello di noi che davvero conta”.
L’iniziativa si inserisce nella cornice della Giornata Mondiale del Libro, celebrata ogni anno il 23 aprile su impulso dell’UNESCO, e rappresenta uno dei progetti con cui Codere punta a valorizzare il capitale umano oltre le competenze professionali. L’idea è semplice ma significativa: trasformare la pagina bianca in uno spazio di racconto, capace di “entusiasmare, ispirare e dare voce al talento”.
Il contest, giunto alla terza edizione, ha coinvolto dipendenti provenienti da diversi Paesi in cui il gruppo è presente. Accanto alla vittoria italiana di Imma Romano, il podio internazionale ha visto premiati partecipanti da Spagna e Messico, a conferma della dimensione globale dell’iniziativa.
Non si tratta solo di un esercizio creativo. Il progetto si lega anche a una componente sociale: quest’anno Codere ha collaborato con la Fundación Melior, organizzazione impegnata nella promozione di un’educazione inclusiva. Attraverso il progetto Libros Melior, i libri donati dai dipendenti vengono redistribuiti per sostenere famiglie e finanziare attività educative, dando così una “seconda vita” alla cultura.

Il dato citato dall’azienda – bastano sei minuti di lettura al giorno per ridurre lo stress fino al 68% – diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia. In un settore come quello del gioco, spesso osservato solo dal punto di vista economico e regolatorio, iniziative di questo tipo raccontano un lato diverso delle organizzazioni: quello legato alle persone, alle competenze trasversali e alla costruzione di comunità interne.
La vittoria di Imma Romano si inserisce proprio in questo contesto. Non solo un riconoscimento individuale, ma il segno di come, anche all’interno di realtà strutturate, ci sia spazio per percorsi personali che passano dalla scrittura, dalla cultura e dalla condivisione. Perché, come sottolinea la stessa azienda, “quando condividiamo cultura, lasciamo anche un segno”.







